mercoledì 16 dicembre 2009

Paese immobile


Parliamoci chiaro, il nostro è un paese immobile. E pure ci "sguazziamo" nel nostro fango, ci piace denigrare, infamare ed essere sempre in polemica, forse è nel nostro DNA, non so, ma la questione è grave: ormai è da mesi che non si parla altro di prostitute ad alto costo (le cosiddette escort), di trans, di mafiosi che da un giorno all'altro hanno una crisi mistica, di divorzi e gossip. I giornali non sono più organo d'informazione ma strumenti delle varie fazioni politiche, e di certo non contribuiscono alla distensione degli animi. Il risultato è che ormai siamo in campagna elettorale e questo non giova sicuramente al paese, anzi, uno scontro politico così feroce reca solo del danno e noi non ci possiamo permettere di restare indietro. Addirittura il Pdl già in ottica elezioni, chiede al Pd, in seguito alle recenti polemiche con Di Pietro, di stroncare qualsiasi tipo di alleanza con l'Idv, come se fossimo in campagna elettorale. Questo è emblematico ed inquietante. Il messaggio dato dalla politica è chiaro: le riforme e la risoluzione dei problemi passano in secondo piano, prima le alleanze e lo scontro politico. E non mi stupisco dunque se poi avvengono gesti come quello avvenuto a Milano domenica, la frustrazione di un cittadino porta a fare questo e altro ancora; attenti, non sottovalutiamo la faccenda. Il disagio sociale c'è e si fa sentire, e chi non ha nulla da perdere può fare anche gesti più estremi. Tartalgia oltre che un uomo con seri problemi mentali è anche un cittadino italiano, che ha agito anche con cognizione di causa. Ora basta con le chiacchiere: si rischia davvero di incorrere in un clima di odio e di tensione più di quanto già non lo sia.

martedì 15 dicembre 2009

Tornato in via eccezionale

Come sapete sono uno studente di sedici anni e per motivi vari non ho curato negli ultimi mesi questo blog, pensando più alla scuola e al relax che la mia giovane età richiede.
Ma dopo i fatti recentemente accaduti, non potevo non scrivere, anche due righe, forse banali, forse no. Il massimo comune divisore della vicenda Tartaglia è la strumentalizzazione della maggioranza del tragico evento. Berlusconi è miracolato, e non per essere "sopravvissuto" all'attentato, per carità, una statuetta non ha fatto morire nessuno finora, il Cavaliere è miracolato perché insieme alla sua coalizione ha saputo sfruttare la situazione, ha preso la palla al balzo e l'ha rilanciata violentamente a chi faceva giustamente opposizione, siano essi partiti, giornali o blogger. Il risultato? Tutti quelli che hanno "osato" criticare, avere un dissenso, opporsi alla politica del governo, tutti elementi comuni e vitali in una democrazia, sono stati classificati o mandanti morali dell'attentato o quanto meno come responsabili in parte. E così i media incalzano e cavalcano l'onda. Il più grande errore in questa vicenda l'ha fatto Di Pietro, e non perchè quello che ha detto non sia giusto, anzi, nulla di più sacrosanto in quelle parole, l'errore del leader dell' Idv è stato quello di aver detto ciò che pensava, il che in politica può essere un'arma a doppio taglio. In questi casi bisogna solo accodarsi al treno dell'ipocrisia, ne vale il consenso popolare.

lunedì 2 novembre 2009

La peste mediatica del XXI secolo

Era da tanto che non scrivevo, ma oggi vedendo la conferenza stampa del viceministro Fazio sull'influenza A H1N1 ne ho sentito il bisogno. Da giorni non si parla altro, nonostante le raccomandazioni del ministero. Niente allarmismo dunque, ma andiamo nel nocciolo della questione: è partita la corsa al vaccino che frutterà alle casse delle industrie farmaceutiche svizzere miliardi e miliardi di euro. E qui mi vengono tanti dubbi, forse troppi. Quanti soldi verranno spesi per un vaccino che entrerà in funzione per tutti solo alla fine dell'inverno,quando si ipotizza che l'influenza non possa più essere pericolosa? Infondo il tasso di mortalità dell'influenza suina è molto più basso rispetto a qualsiasi altra influenza stagionale, certo, sono dati momentanei, ma che ci devono far riflettere: nel caos generale, nella paura totale, c'è sempre qualcuno che ci guadagna. E questa influenza è venuta proprio al momento giusto per le industrie farmaceutiche: quale miglior antitodo per la crisi economica mondiale? Coincidenze, fatto sta che il settore farmaceutico non conosce crisi, coadiuvata anche da una cattiva informazione che inganna i cittadini e crea panico forse anche volutamente.

mercoledì 14 ottobre 2009

Fatemi capire


Da giorni ormai è stata lanciata una nuova "associazione" di cui non riesco a capire determinati punti: Italia Futura. Cito la definizione, trovata nel sito :Italia futura è un’associazione nata per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del paese.È uno strumento di mobilitazione libero, agile e trasparente che vuole dar voce a chi non si rassegna a contribuire alla vita pubblica solo il giorno delle elezioni. Luca Cordero di Montezemolo, il fondatore, precisa che non è né un partito né un oscuro complotto dei salotti buoni.«In Italia - ha spiegato ancora il presidente della Fiat - viviamo una situazione paradossale. Alcuni settori della maggioranza gridano al golpe mentre un pezzo dell’opposizione denuncia il regime. Nel frattempo lo Stato sembra essere ogni giorno più debole». «Forse dietro tutto questo clamore - osserva Montezemolo - si nasconde la difficoltà ad affrontare i problemi reali del Paese». Parole giustissime quest'ultime, c'è una tale confusione che non si riesce a distinguere la verità dal falso, è un continuo tira e molla che scredita l'Italia. Se l'opposizione dice che 2+2 è uguale a 4, non è detto la maggioranza dica lo stesso, o viceversa. E in questo clima di perenne opposizione tra i due poli, nasce dal nulla questa associazione, senza dubbio capitalista e progressista, che secondo molti farà parte del grande centro che si verrà a formare a breve. Si parla di Fini, Casini, più il già noto Montezemolo e il banchiere Draghi. Poteri forti, che se confluiscono in un'unica via porterebbero un cambiamento significativo alla politica italiana. Si può chiamare fantapolitica, ma non lo è più di tanto: non mi stupirei se Italia Futura da associazione si trasformasse in partito,solo il tempo ci darà delle risposte certe. Forse avrebbe più senso il partito in sé che l'associazione che ha poco da dire ai fini pratici, ma questo non sta a me deciderlo. Se davvero si dovesse decidere per la fondazione di un partito di centro solido e compatto, non c'è Berlusconi o Franceschini che tenga.

lunedì 5 ottobre 2009

Questione Siciliana


Mentre si annuncia un "golpe" da parte della Sinistra e dei giudici l'Italia affronta l'ennesimo lutto nazionale, come se ci sia qualche maledizione che perseguita questo stato che ha già dei serissimi problemi.Il problema della sicurezza in Italia è trascurato e si interviene solo quando ci sono i morti. La rabbia nasce dal vedere come la tragedia poteva essere tranquillamente evitata. Un alluvione non può causare tutto quel danno in un paese civile e industrializzato come l'Italia,è inaccettabile e brutto da vedere, ma è la realtà, che non è qualcosa di astratto o di retorico. La realtà che hanno vissuto i sopravvisuti è totalmente diversa da quella che abbiamo noi: loro sapevano che prima o poi sarebbe accaduta una disgrazia, si sono fatti sentire ma a quanto pare non è bastato. La loro realtà si catapulta subito verso le persone più care purtroppo perse, verso la loro casa distrutta, verso il loro futuro. Noi invece vediamo una realtà più superficiale, quella del fango, delle macerie, di Bertolaso che assicura tutti, delle riunioni per attuare un piano di ricostruzione o di messa in sicurezza dell'area. Quindi c'è un'abissale differenza tra le due realtà che fanno da cornice ad una tragedia che doveva essere evitata. Credo poco nella ricostruzione immediata, e penso che la maggior parte della gente sia perplessa: per fortuna gli sfollati non sono tanti in confronto a quelli del terremoto all'Aquila l'aprile scorso, ciò non dovrebbe creare problemi con i tempi. Il problema sta nella Sicilia, perché è chiaro che il problema è stato scaricato alla regione, anche se ci sarà un consiglio dei ministri dove si parlerà dei fondi da stanziare per le zone colpite. E i soldi in Sicilia arrivano, è dopo che si volaterizzano. Sembra un luogo comune, ma purtroppo è così. Spero davvero che ci sia un buon senso collettivo che dimostri l'efficienza della regione, questa iniezione di fiducia nelle istituzione serve sia ai siciliani sia agli italiani.