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venerdì 15 ottobre 2010

Altro che razzisti

Mi chiedo come un gruppo di delinquenti serbi possa entrare in uno stadio italiano in occasione di un evento continentale mentre io,povero cittadino italiano, per vedere il mio onesto Catania, mi devo schedare senza aver fatto nulla, senza essermi arrampicato negli spalti per tagliare la rete di copertura, senza aver bruciato chissà quali bandiere, senza essere stato trovato in possesso di stupefacenti,senza aver mai avuto precedenti penali, senza aver aggredito nessun agente di polizia, senza aver assalito l'ambasciata degli Stati Uniti a Belgrado nel febbraio 2008 per protestare contro l’indipendenza del Kosovo,senza essere mai accusato di detenzione illecita di animali pericolosi (per chi non l'avesse capito questo è il curriculum vitae di Ivan Bogdanov, "capo ultras" serbo che si è reso protagonista con una performance a dir poco stupefacente). Perché appena entro allo stadio mi perquisiscono come se fossi un membro di al qaeda, mentre "Ivan il terribile" può entrare tranquillamente con petardi, coltelli,passamontagna e kalashnikov?
E se piove? Ombrello? Ma assolutamente no! La punta potrebbe essere usata come giavellotto, meglio coprirsi con i fogli di giornale, almeno quelli non possono fare del male. Hai sete? Problemi tuoi, o ti compri il bicchierone che vendono allo stadio alla modica cifra di 2euro per 33cl, oppure organizza un bel gruppetto, fate una bella danza della pioggia, alzate la testa con la bocca aperta e pregate Dio che piova. Le bottigliette col tappo sono pericolose infatti, e se a qualcuno venisse la brillante idea di lanciare la bottiglietta sul campo che succederebbe ? E poi ci dicono che siamo razzisti e chiusi ad altre culture;noi, noi italiani, trattiamo bene i nostri ospiti stranieri!

lunedì 2 novembre 2009

La peste mediatica del XXI secolo

Era da tanto che non scrivevo, ma oggi vedendo la conferenza stampa del viceministro Fazio sull'influenza A H1N1 ne ho sentito il bisogno. Da giorni non si parla altro, nonostante le raccomandazioni del ministero. Niente allarmismo dunque, ma andiamo nel nocciolo della questione: è partita la corsa al vaccino che frutterà alle casse delle industrie farmaceutiche svizzere miliardi e miliardi di euro. E qui mi vengono tanti dubbi, forse troppi. Quanti soldi verranno spesi per un vaccino che entrerà in funzione per tutti solo alla fine dell'inverno,quando si ipotizza che l'influenza non possa più essere pericolosa? Infondo il tasso di mortalità dell'influenza suina è molto più basso rispetto a qualsiasi altra influenza stagionale, certo, sono dati momentanei, ma che ci devono far riflettere: nel caos generale, nella paura totale, c'è sempre qualcuno che ci guadagna. E questa influenza è venuta proprio al momento giusto per le industrie farmaceutiche: quale miglior antitodo per la crisi economica mondiale? Coincidenze, fatto sta che il settore farmaceutico non conosce crisi, coadiuvata anche da una cattiva informazione che inganna i cittadini e crea panico forse anche volutamente.