lunedì 2 novembre 2009
La peste mediatica del XXI secolo
Era da tanto che non scrivevo, ma oggi vedendo la conferenza stampa del viceministro Fazio sull'influenza A H1N1 ne ho sentito il bisogno. Da giorni non si parla altro, nonostante le raccomandazioni del ministero. Niente allarmismo dunque, ma andiamo nel nocciolo della questione: è partita la corsa al vaccino che frutterà alle casse delle industrie farmaceutiche svizzere miliardi e miliardi di euro. E qui mi vengono tanti dubbi, forse troppi. Quanti soldi verranno spesi per un vaccino che entrerà in funzione per tutti solo alla fine dell'inverno,quando si ipotizza che l'influenza non possa più essere pericolosa? Infondo il tasso di mortalità dell'influenza suina è molto più basso rispetto a qualsiasi altra influenza stagionale, certo, sono dati momentanei, ma che ci devono far riflettere: nel caos generale, nella paura totale, c'è sempre qualcuno che ci guadagna. E questa influenza è venuta proprio al momento giusto per le industrie farmaceutiche: quale miglior antitodo per la crisi economica mondiale? Coincidenze, fatto sta che il settore farmaceutico non conosce crisi, coadiuvata anche da una cattiva informazione che inganna i cittadini e crea panico forse anche volutamente.
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