Come sapete sono uno studente di sedici anni e per motivi vari non ho curato negli ultimi mesi questo blog, pensando più alla scuola e al relax che la mia giovane età richiede.
Ma dopo i fatti recentemente accaduti, non potevo non scrivere, anche due righe, forse banali, forse no. Il massimo comune divisore della vicenda Tartaglia è la strumentalizzazione della maggioranza del tragico evento. Berlusconi è miracolato, e non per essere "sopravvissuto" all'attentato, per carità, una statuetta non ha fatto morire nessuno finora, il Cavaliere è miracolato perché insieme alla sua coalizione ha saputo sfruttare la situazione, ha preso la palla al balzo e l'ha rilanciata violentamente a chi faceva giustamente opposizione, siano essi partiti, giornali o blogger. Il risultato? Tutti quelli che hanno "osato" criticare, avere un dissenso, opporsi alla politica del governo, tutti elementi comuni e vitali in una democrazia, sono stati classificati o mandanti morali dell'attentato o quanto meno come responsabili in parte. E così i media incalzano e cavalcano l'onda. Il più grande errore in questa vicenda l'ha fatto Di Pietro, e non perchè quello che ha detto non sia giusto, anzi, nulla di più sacrosanto in quelle parole, l'errore del leader dell' Idv è stato quello di aver detto ciò che pensava, il che in politica può essere un'arma a doppio taglio. In questi casi bisogna solo accodarsi al treno dell'ipocrisia, ne vale il consenso popolare.
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