mercoledì 9 settembre 2009

Cina, tra morte e lavoro


È di 35 morti il bilancio delle vittime dell'incidente avvenuto in una miniera di carbone in Cina, nella città di Pingdingshan, nella regione centrale dell'Henan. Altri 44 minatori rimangono bloccati nella miniera. Non è la prima volta che in Cina succedono disgrazie del genere. La Cina è il paese dove si verificano i più frequenti incidenti minerari con tredici minatori in media morti ogni giorno. La maggior parte degli incidenti sono dovuti al mancato rispetto delle regole di sicurezza, come una ventilazione insufficiente o l’assenza di estintori.La mancanza di sindacati contribuisce al numero così elevato di morti sul lavoro, l'inesistenza di controlli lo aumentano in modo significante. Anche per questo la Cina è l' El Dorado per le multinazionali che investono sul territorio cinese ogni giorno di più, vuoi per le agevolazioni fiscali, vuoi per il basso costo della manodopera, vuoi perché non bisogna rispettare "scomode" regole per la sicurezza dei dipendenti. La Cina sta diventando una grande potenza mondiale, anzi già lo è, il suo tasso di crescita economica è il più alto al mondo, ma ci sono dei piccoli dazi da pagare per raggiungere i paesi occidentali. La morte è una di questi: ancora la Cina è in una situazione di profonda crescita economica e sociale, presto anche loro sapranno conquistare quei diritti sul lavoro che noi Occidentali abbiamo ottenuto nell'Ottocento ma che abbiamo perfezionato nel secolo scorso. La storia ce lo insegna, è solo questione di tempo.

martedì 8 settembre 2009

"Amici ascoltatori, allegria!"


Il padre della televisione italiana,Mike Bongiorno, muore oggi, 8 Settembre 2009. Aveva 85 anni e nemmeno li dimostrava. E sì, perchè ancora aveva la voglia di un ragazzino, da poco collaborava con sky per restaurare il quiz che l'ha reso famoso, "Rischiatutto". E dire che Mike è stato un predestinato:durante la Seconda Guerra Mondiale abbandonò gli studi e, grazie alla sua conoscenza dell'inglese, fu impiegato come staffetta per le comunicazioni tra Alleati egruppi partigiani.Fu catturato dalla Gestapo e messo al muro per essere fucilato, ma si salvò perché fu perquisito e gli agenti tedeschi gli trovarono i documenti americani. Allora essi lo portarono nel carcere di San Vittore a Milano dove fu detenuto per 7 mesi, per poi venire deportato dapprima nel campo di transito di Bolzano (dove fu testimone delle atrocità commesse da Michael Seifert, alias "Misha"), poi nel campo di concentramento austriaco di Mauthausen. Fu liberato prima della fine del conflitto grazie ad uno scambio di prigionieri di guerra tra Stati Uniti e Germania (fonte Wikipedia). Ha visto la morte in faccia, ma vuoi per fortuna vuoi per destino è riuscito a creare un mito.Fu Bongiorno a presentare la prima trasmissione in onda dalla TV di Stato italiana (RAI), cioè Arrivi e Partenze. Durante i suoi quiz non le mandava a dire: è capitato diverse volte che Mike cacciasse dallo studio uno spettatore, colpevole di aver suggerito;durante la puntata di Telemike del 3 maggio 1990, durante il gioco finale, Mike notò che la concorrente Maura Livoli, in cabina, al momento di rispondere alle domande finali continuava a guardare verso il basso e si insospettì. Quando chiese alla sua assistente Sabrina Gandolfi di andare a controllare, la concorrente nascose qualcosa nella camicetta, che poi si scoprì essere una serie di foglietti pieni di appunti. La Livoli fu immediatamente squalificata e subì una dura "ramanzina" da parte di Mike, che la interruppe, affermando che altrimenti avrebbe potuto essere villano nei suoi riguardi. La sig. Livoli per la vergogna, reagì tentando di aggrapparsi ad un altro concorrente, poi accasciandosi a terra; ma Mike non si scompose, anzi disse senza mezzi termini che la concorrente stava facendo una sceneggiata. La stessa sig. Livoli fece successivamente causa (perdendola) nei confronti di Mike. Striscia ripropose la scena (assieme a quella della cacciata di uno spettatore che aveva suggerito nel corso di un'altra trasmissione) e tacciò Mike Bongiorno di cinismo(fonte Wikipedia).E quando in una puntata di Paperissima (programma che ha anche condotto, ma nella versione "Sprint", ossia striscia quotidiana, insieme al Gabibbo) è comparso vestito da Topolino, ribattezzato per l'occasione "Mickey Mike",un genio televisivo. Fu amato da tutti, Silvio Berlusconi lo ricorda così: "un amico,sognava di fare il Senatore". Addio Mike.

lunedì 7 settembre 2009

Caduta di stile


Oh mio Dio dove siamo arrivati...
Può un Giornale come l'Unità, fondato da Antonio Gramsci nel lontano 1924, con la sua storia, con le sue lotte e vittorie, pubblicare un articolo dove si citano le "presunte" prestazioni sessuali molto limitate(per usare un eufemismo) del nostro premier?Siamo davvero caduti in basso. Tutti avrebbero querelato l'Unità, il presidente del Consiglio ha fatto bene perché è scandaloso un comportamento del genere. Se si vuole attaccare Berlusconi lo si deve fare sui contenuti politici, posso accettare anche sulla sua condotta morale, ma non sulle sue prestazioni sessuali. Mi sorge il dubbio che un simile attacco abbia fini diversi: certe notizie vendono, e l'Unità è da mesi che naviga in cattive acque finanziarie. Sarebbe ancora più frustante una motivazione del genere, vendersi per denaro, mah...non è da Unità un simile atteggiamento, almeno non lo era. Sono episodi come questi che rendono sempre più forte il Cavaliere, che risponde alle accuse querela alla mano. Impotente o no, può interessare ben poco. Una caduta di stile che non ci voleva dopo le varie polemiche di questi giorni sulla libertà di stampa e che avrà ripercussioni future: non mi meraviglio se un domani Feltri attaccasse Concita De Gregorio su aspetti della vita privata che a noi lettori (quelli veri) non interessano per niente. Si rischierebbe un killeraggio giornalistico che non serve a nulla, forse a qualcosa sì, alla vendita dei giornali.

sabato 5 settembre 2009

Povera Italia con un presidente come questo


"Abbeveratevi alla disinformazione di cui siete protagonisti. Povera Italia con un sistema informativo come questo". Queste le testuali parole del presidente del consiglio Silvio Berlusconi dopo che un giornalista ha chiesto un commento sulle dimissioni dell'ormai ex direttore dell'Avvenire Dino Boffo. Come direbbe Feltri da che pulpito arriva la predica.Eh sì, visto che la gran parte del sistema informativo italiano la gestisce il Cavaliere. Quindi per assurdo e per transitività possiamo tradurre la frase in :"povera Italia con un presidente come questo".
Non ci facciamo ingannare, questa non è altro che l'ennesima trovata "berlusconiana" per dissociarsi da quello che combinano i suoi "scagnozzi" in giro per l'Italia a terrorizzare l'informazione "nemica" tanto odiata. Perché l'informazione nemica c'è, per questo ancora non siamo in dittatura, va cercata e trovata in quello che ci rimane: a parte quei "giornaletti comunisti" che nessuno compra e che vivono di soli contributi statali, rimane Repubblica. Il grande sogno di Silvio è quello di smantellare il giornale redatto da Ezio Mauro, unica testata che mette il bastone fra le ruote all'esecutivo. Non ce la farà, però intanto gli attacchi arrivano, da ambo i lati. In televisione il quadro è simile: solo rai tre(in parte) e La7 non sono controllate dal presidente del Consiglio. Troppo poco, per un paese democratico. Aspettando sempre la fine di Settembre, quando ricomincerà Annozero.

venerdì 4 settembre 2009

La controffensiva di Silvio: come il caso su Videocracy non è da sottovalutare

La Rai ha appena rifiutato il trailer di Videocracy ,il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.Il perché?Semplice, pare che la Rai sia convinta che il film non sia altro che una propaganda contro Silvio Berlusconi. Ma la cosa più ridicola deve ancora arrivare: la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto. La par condicio anche in quei 2 minuti di trailer mattutini, indubbiamente scandaloso. Sembra che la Rai davvero non sia più un servizio pubblico, ma un viscido mezzo in mano alla maggioranza. Videocracy non è altro che un film-documentario che ripercorre la storia della televisione italiana degli ultimi 30 anni e di come sia cambiata, analizzando accuratamente il ruolo che hanno avuto le tv stesse nella società. Nessun attacco, nessuna propaganda politica. Siamo davvero giunti al limite: il clima di terrore creato e voluto da Berlusconi è ormai chiaro a tutti. Silvio è passato alla controffensiva dopo i duri attacchi dal mondo della stampa nei mesi scorsi. Dà via libera a Feltri di sputtanare chi osa criticarlo, anche minimamente come nel caso di Boffo, si arma di querele e "pressioni" mediatiche. Se qualcuno aspettava il contrattacco di Silvio ecco servito. Non è ancora finita; con la "mano" di Feltri e la "querela" di Ghedini il presidente del Consiglio lancia minacce subdole al mondo dell'informazione: o ti querelo o ti scopro qualche tuo "segretuccio" e successivamente lo pubblico. Berlusconi può fare sonni tranquilli, è troppo potente per poterlo attaccare, ci vorrebbe una protesta generale ma la gente è troppo presa ad arrivare alla fine del mese, parliamoci chiaro, ed è più che comprensibile. Agli italiani non interessa se Berlusconi ha il monopolio sull'informazione e lo vuole rafforzare, ci sono problemi più gravi è ovvio ma non ci rendiamo conto che mentre il nostro presidente perde tempo a sistemare le sue faccende, c'è un Italia che va a rotoli e chi dovrebbe risolvere i nostri problemi è impegnato a fare tutt'altro.