mercoledì 9 settembre 2009

Cina, tra morte e lavoro


È di 35 morti il bilancio delle vittime dell'incidente avvenuto in una miniera di carbone in Cina, nella città di Pingdingshan, nella regione centrale dell'Henan. Altri 44 minatori rimangono bloccati nella miniera. Non è la prima volta che in Cina succedono disgrazie del genere. La Cina è il paese dove si verificano i più frequenti incidenti minerari con tredici minatori in media morti ogni giorno. La maggior parte degli incidenti sono dovuti al mancato rispetto delle regole di sicurezza, come una ventilazione insufficiente o l’assenza di estintori.La mancanza di sindacati contribuisce al numero così elevato di morti sul lavoro, l'inesistenza di controlli lo aumentano in modo significante. Anche per questo la Cina è l' El Dorado per le multinazionali che investono sul territorio cinese ogni giorno di più, vuoi per le agevolazioni fiscali, vuoi per il basso costo della manodopera, vuoi perché non bisogna rispettare "scomode" regole per la sicurezza dei dipendenti. La Cina sta diventando una grande potenza mondiale, anzi già lo è, il suo tasso di crescita economica è il più alto al mondo, ma ci sono dei piccoli dazi da pagare per raggiungere i paesi occidentali. La morte è una di questi: ancora la Cina è in una situazione di profonda crescita economica e sociale, presto anche loro sapranno conquistare quei diritti sul lavoro che noi Occidentali abbiamo ottenuto nell'Ottocento ma che abbiamo perfezionato nel secolo scorso. La storia ce lo insegna, è solo questione di tempo.

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