La Rai ha appena rifiutato il trailer di Videocracy ,il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.Il perché?Semplice, pare che la Rai sia convinta che il film non sia altro che una propaganda contro Silvio Berlusconi. Ma la cosa più ridicola deve ancora arrivare: la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto. La par condicio anche in quei 2 minuti di trailer mattutini, indubbiamente scandaloso. Sembra che la Rai davvero non sia più un servizio pubblico, ma un viscido mezzo in mano alla maggioranza. Videocracy non è altro che un film-documentario che ripercorre la storia della televisione italiana degli ultimi 30 anni e di come sia cambiata, analizzando accuratamente il ruolo che hanno avuto le tv stesse nella società. Nessun attacco, nessuna propaganda politica. Siamo davvero giunti al limite: il clima di terrore creato e voluto da Berlusconi è ormai chiaro a tutti. Silvio è passato alla controffensiva dopo i duri attacchi dal mondo della stampa nei mesi scorsi. Dà via libera a Feltri di sputtanare chi osa criticarlo, anche minimamente come nel caso di Boffo, si arma di querele e "pressioni" mediatiche. Se qualcuno aspettava il contrattacco di Silvio ecco servito. Non è ancora finita; con la "mano" di Feltri e la "querela" di Ghedini il presidente del Consiglio lancia minacce subdole al mondo dell'informazione: o ti querelo o ti scopro qualche tuo "segretuccio" e successivamente lo pubblico. Berlusconi può fare sonni tranquilli, è troppo potente per poterlo attaccare, ci vorrebbe una protesta generale ma la gente è troppo presa ad arrivare alla fine del mese, parliamoci chiaro, ed è più che comprensibile. Agli italiani non interessa se Berlusconi ha il monopolio sull'informazione e lo vuole rafforzare, ci sono problemi più gravi è ovvio ma non ci rendiamo conto che mentre il nostro presidente perde tempo a sistemare le sue faccende, c'è un Italia che va a rotoli e chi dovrebbe risolvere i nostri problemi è impegnato a fare tutt'altro.
venerdì 4 settembre 2009
La controffensiva di Silvio: come il caso su Videocracy non è da sottovalutare
La Rai ha appena rifiutato il trailer di Videocracy ,il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.Il perché?Semplice, pare che la Rai sia convinta che il film non sia altro che una propaganda contro Silvio Berlusconi. Ma la cosa più ridicola deve ancora arrivare: la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto. La par condicio anche in quei 2 minuti di trailer mattutini, indubbiamente scandaloso. Sembra che la Rai davvero non sia più un servizio pubblico, ma un viscido mezzo in mano alla maggioranza. Videocracy non è altro che un film-documentario che ripercorre la storia della televisione italiana degli ultimi 30 anni e di come sia cambiata, analizzando accuratamente il ruolo che hanno avuto le tv stesse nella società. Nessun attacco, nessuna propaganda politica. Siamo davvero giunti al limite: il clima di terrore creato e voluto da Berlusconi è ormai chiaro a tutti. Silvio è passato alla controffensiva dopo i duri attacchi dal mondo della stampa nei mesi scorsi. Dà via libera a Feltri di sputtanare chi osa criticarlo, anche minimamente come nel caso di Boffo, si arma di querele e "pressioni" mediatiche. Se qualcuno aspettava il contrattacco di Silvio ecco servito. Non è ancora finita; con la "mano" di Feltri e la "querela" di Ghedini il presidente del Consiglio lancia minacce subdole al mondo dell'informazione: o ti querelo o ti scopro qualche tuo "segretuccio" e successivamente lo pubblico. Berlusconi può fare sonni tranquilli, è troppo potente per poterlo attaccare, ci vorrebbe una protesta generale ma la gente è troppo presa ad arrivare alla fine del mese, parliamoci chiaro, ed è più che comprensibile. Agli italiani non interessa se Berlusconi ha il monopolio sull'informazione e lo vuole rafforzare, ci sono problemi più gravi è ovvio ma non ci rendiamo conto che mentre il nostro presidente perde tempo a sistemare le sue faccende, c'è un Italia che va a rotoli e chi dovrebbe risolvere i nostri problemi è impegnato a fare tutt'altro.
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