lunedì 20 dicembre 2010

Buonanotte all'Italia



No, non mi riferisco alla famosa canzone di Ligabue. Penso che queste immagini, siano l'emblema del nostro paese, del nostro stato comatoso, della nostra apatia, del nostro disgusto, della nostra stanchezza, di tutto. Un Berlusconi show, prima si presenta in grande forma «non c'è una cazzo di ragione per votarvi», riferito al capogruppo Fli al Senato, Pasquale Viespoli, poi si assopisce tenerosamente. Schifani, Napolitano,Fini, Silvio e company si erano riuniti al Quirinale per scambiarsi gli auguri di buon natale, ma si sa, il Parlamento ormai è in ferie da circa 4 mesi effettivi, il natale loro lo festeggiano in anticipo. Una seduta e mezzo a settimana, questa è la media dell'attività parlamentare. In fondo siamo un po' tutti stanchi in questo periodo, aspettiamo con impazienza le vacanze e sotto l'albero magari un po' di serietà in più. Noi italiani, ci accontentiamo di poco.

mercoledì 15 dicembre 2010

Vacche, casinari e prosatori: la novella italiana


Cosa è successo realmente il 14 Dicembre in Italia:
  • Si andrà a votare se non si allarga la maggioranza (ergo se non si trovano altre "vacche" da comprare). Benchè le vie de Papi siano infinite, all'incirca ne dovrebbe comprare una decina, forse fin troppo amorale anche per uno come lui.
  • Berlusconi,nonostante tutto, ha dato una sterzata al nostro "Ancien Regime" della politica,da Fini a Casini,da Rutelli a D'Alema. Ha vinto la battaglia, una mano,non la guerra, non la partita decisiva,ma ha pur sempre vinto.
  • Tutti i partiti già sono in campagna elettorale da due mesi, la sfiducia è stata una farsa.
  • La manifestazione violenta a Roma è un primo segnale del malessere del paese. In piazza non c'erano solo i casinari.
  • Il Pd ha paura dei suoi stessi elettori, vive in uno stato di coma vegetativo che neanche il "prosatore" Vendola forse potrà cancellare.
  • Il terzo polo, un misto di democristiani e fascistelli, mi fa ancora più paura del Pdl.
  • L'IDV ha le sue mele marce e vanno debellate, già dalle prossime elezioni.
  • La Lega, vada come vada, sembra che sia sempre più potente.
  • 1867,398 miliardi di euro è il nuovo record del debito pubblico, questo dato è ancor più significante dell'ascesa dei leghisti, della scomparsa della sinistra italiana, delle prostitute di alto borgo che vendono il proprio voto al maggior offerente.

lunedì 13 dicembre 2010

La Costituzione fai da te


Leggendo qua e là qualche articolo della nostra tanto discussa Costituzione ho notato delle incongruenze tra ciò che è stato scritto circa 60 anni fa e l'attuale realtà italiana. Ve ne riporto alcune.
Art. 1 "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Art. 4 "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".
Art. 36. "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".
Il lavoro oggi in Italia, partiamo da questo. La situazione è drammatica: più si va avanti col tempo, e più il tasso di disoccupazione aumenta. Gli ammortizzatori sociali non possono essere la cura definitiva. "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro". Oggi è davvero un nostro diritto? Sembra quasi che stia diventando più un privilegio e un "bene di lusso". Lo stato come promuove "le condizioni che rendano effettivo questo diritto"? La risposta è il precariato, l'umiliazione del lavoro e del lavoratore. E soprattutto, con 1100euro al mese viene garantita "un'esistenza libera e dignitosa"?
Art. 3 "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge".
Vaglielo a spiegare ad Alfano.
Art. 9 "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
Con la cultura non si mangia “ Giulio Tremonti Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica, venerdì 8 ottobre 2010.
Art. 10 "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".
Noi chiudiamo le frontiere senza se e senza ma.
Art. 11 "L'Italia ripudia la guerra".
Se la guerra si chiama missione di pace, allora è diverso. Da ricordare i 34 militari italiani morti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf, nel 2004.
Art. 21 "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Forse il proprietario della libreria di Palermo "Altroquando" ha confidato troppo su questo articolo quando Domenica 3 Ottobre 2010 in vetrina espone un cartello con su scritto "I love Milingo" in occasione della visita del Pontefice a Palermo . Rapida è stata la risposta delle istituzioni: via il cartello e per non farsi mancare nulla hanno pure sequestrato le locandine della mostra “La Papamobile del futuro” da tre giorni allestita presso la stessa libreria. I mass media hanno preferito omettere la notizia. Qui il video. (Inoltre è stato pure violato l' Art. 14.che recita "Il domicilio è inviolabile").
Art. 40. "Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano". Scioperare non è un diritto secondo il vice questore di Brescia Emanuele Ricifari, molto noto per la sua "diplomazia". Dimissioni? Neanche per idea, si sa che il compito del questore o del suo vice è quello di creare disordini e non di reprimerli.
Art. 53. "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Cosa fa il Governo? Lo Scudo fiscale, bella risposta agli evasori!
E infine, dulcis in fundo: Art. 54. "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge". “La formulazione dell'articolo 41 e seguenti risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento alla cultura e alla costituzione sovietica da parte dei padri che hanno scritto la Costituzione” Silvio Berlusconi 12/4/2003. ”Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”. ” Il tricolore lo metta al cesso, signora ”. “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore " Umberto Bossi, Ministro per le Riforme Istituzionali, 26 luglio e 14 settembre 1997.
Ricordo che il Senatùr ha giurato sulla Costituzione.

martedì 7 dicembre 2010

venerdì 3 dicembre 2010

Cara Gelmini ti scrivo

Alcuni alunni del liceo classico Gulli e Pennisi di Acireale durante le ore di autogestione hanno scritto questa lettera. Ecco a voi.
“Sento un forte disagio nel dire che sono uno studente italiano che vuole costruirsi un futuro in questo paese. Trovare il mio ruolo in questa società mi sembra difficile, tanto quanto combattere contro i mulini a vento”. Questo è il pensiero di uno studente del nostro liceo, ma non solo: è un sentimento generazionale. Che ruolo possiamo avere noi giovani in questa società? A chi rivolgere le nostre preoccupazioni, i nostri disagi? Le istituzioni ci rispondono così: tagli ai fondi della scuola e dell’università, tagli ai fondi della ricerca scientifica, tagli ai fondi per teatri e cinema. È questo che ci fa pensare che, oggi, la cultura e la formazione di noi giovani non siano considerate una risorsa fondamentale per il futuro benessere del paese e una ricchezza per cui valga la pena investire energia e denaro, quanto un fardello troppo pesante che, complice la crisi economica, deve essere alleggerito. E la riforma targata Mariastella Gelmini – che, va detto, nel suo insieme presenta dei punti di forza – non fa altro che confermare questo indirizzo politico, riducendo ulteriormente i fondi destinati all’università. Ed ecco allora che studenti con ricercatori universitari, attori e registi di cinema e teatro, preoccupati di questo disinteresse di fondo verso la cultura, scendono in piazza e salgono persino sui tetti per tentare di imprimere un cambio di rotta alla “nave” della politica, per citare un’ espressione cara a Piero Calamandrei. Ma la nave, non curandosi minimamente delle paure e dei dubbi di chi affronta tagli, ridimensionamenti, riforme in chiave del tutto apolitica - come tutti dovrebbero fare in un settore centrale come quello dell’istruzione -, procede incurante lungo la sua rotta, bollando le proteste come manifestazioni di pochi giovani strumentalizzati. Così facendo, però, non riesce né a zittire né a calmare gli animi, anzi, lascia la spiacevole sensazione di essere sorda e indisponibile al confronto, aumentando le distanze tra sé e chi, in piazza, continua a manifestare. Affinché questa nave non diventi una novella zattera della Medusa, sospinta dai venti della precarietà verso una distruzione sicura, noi studenti non vogliamo rimanere vittime inattive,ma coraggiosi naviganti che resistono alla tempesta e si oppongono all’indifferenza dei capitani riprendendosi il proprio ruolo di timonieri e tracciando una nuova rotta. Nonostante in questi giorni noi non siamo stati ascoltati, né sui tetti, né nelle piazze, continuiamo a resistere; infatti “resistere” viene dalla stessa radice di “esistere” e pertanto, volendo continuare ad esserci in questo paese, resistiamo.

studenti del liceo classico”Gulli e Pennisi”

Russia mangia tutto

Petrolio e gas naturale. L'El Dorado per ogni stato.La Russia ha la fortuna di possedere ciò e inizia a fare sul serio. Basta pensare che la maggior parte delle materie prime richieste dall’industria moderna si trovano nel paese ex comunista.Le risorse naturali della Russia sono state valutate complessivamente in 140 trilioni di dollari, cifra superiore di ben 10 volte al volume del prodotto interno lordo globale. Per volume di riserve petroenergetiche la Russia è attualmente al primo posto nella graduatoria mondiale, potendo disporre del 23% delle riserve mondiali di petrolio, del 33% di quelle relative al gas naturale e del 50% di quelle riguardanti carbone, rame, alluminio, nickel, titano, metalli preziosi e diamanti. Alla Russia appartiene altresì il primato mondiale per riserve di legname (23%) nonché di materie prime chimiche .Cifre da capogiro. Un paese emergente, che a breve competerà con i colossi occidentali dell'economia mondiale. I segnali di questa competizione ci sono tutti: i dispacci di Wikileaks che indeboliscono ancor di più l'immagine degli USA nel mondo, l'assegnazione dell'edizione XXII dei Giochi olimpici invernali e del Mondiale di calcio del 2018 alla Russia, la dipendenza dell'Europa in materia energetica dal Cremlino. Ci sarebbe da ridire sulla concezione dei russi che hanno sui diritti umani e sulla democrazia, sulle ombre di uno stato ad alto stampo mafioso e oligarchico, sul mancato sviluppo delle zone rurali, ma si sa, quando circola in giro tanto, forse troppo denaro, si pensa solo ed esclusivamente a farlo fruttare in benessere, senza tener conto di nient'altro.

martedì 30 novembre 2010

Riflessioni a caldo

Sarò breve e conciso. Uno stato con la "s" maiuscola non evita il proprio popolo, lo ascolta e lo comprende. Non ignora migliaia di studenti rinchiudendosi dentro il suo "palazzo", tanto lontano quanto invisibile. Lo stato dovrebbe essere la nostra risposta ai problemi, non la causa. Uno stato deve essere formato da gente coerente e competente, non da burattini, quaquaraquà e mistificatori. Premesso questo, penso proprio che il 14 il governo cadrà e il prossimo anno assisteremo ad un'altra riforma, possibilmente anche peggiore, ad altre contestazioni e ad altre chiacchiere. Sarà pure pessimismo, chiamatelo come volete, in futuro si vedrà.

giovedì 18 novembre 2010

L'epopea di Bobo

Toh, mi è sembrato di vedere una strumentalizzazione! Visto che siamo ormai in campagna elettorale, ognuno tira l'acqua al proprio mulino. Questo è assolutamente molto chiaro. Non so chi di voi abbia visto Matrix ieri sera, certamente chi lo ha fatto avrà avuto un grande fegato, e magari è scappata pure qualche risatina. Perlopiù mi riferisco all'enorme epopea tanto creata che quasi quasi mi stavo per commuovere. C'è da premettere che non guardo più Matrix da quando se n'è andato Mentana, ma ieri non so perché sentivo il bisogno di vederlo. Era la presenza di "Bobo" Maroni che mi incuriosiva, che mi faceva stare incollato al teleschermo, che mi vociferava all'orecchio " dai, non spegnere che ti sto per dire l'ennesima pagliacciata". Per certi versi la trasmissione è stata strutturata in due parti, la prima, quella "encomiastica", è stata la più odiosa, la seconda, quella "apologetica", l'ho digerita più facilmente.
Sono passati solo 2 giorni dalle accuse rivolte da Saviano a "Vieni via con me" alla Lega, che subito dopo viene catturato Antonio Iovine, boss mafioso dei Casalesi, sorpreso nell'abitazione di un suo conoscente, a Casal di Principe,a pochi km da Caserta, sua città d'origine. Coincidenza? Chi lo può sapere.
Vi lascio immaginare le celebrazioni, le mimiche facciali che emettevano pathos da tutti i pori, i sorrisi, le congratulazioni a tutti, a magistrati, polizia (più che giusti) e anche al suo governo, alla Lega, a se stesso, al conduttore che gli ha dedicato la trasmissione. Una vittoria insomma dell'antimafia dei fatti, non delle parole. Una vittoria di tutti! Allora via i dati,i servizi giornalistici sull'efficienza del governo contro la criminalità organizzata,l'enumerazione di tutti i boss mafiosi presi negli ulitimi due anni, l'ottimismo di prenderne altri, sembrava di essere tornati alle proiezioni dell'Istituto Luce ai tempi del fascismo. Pura e semplice propaganda, quando in realtà la mafia non si vince solo con l'arresto dei boss, perchè come in ogni società c'è sempre un un ricambio dirigenziale, ma questo è un altro discorso.
La seconda parte è stata dedicata alla difesa del Ministro dopo le accuse (un po' velleitarie secondo me) mosse da Saviano su presunti accordi tra 'Ndrangheta e Lega Nord. Dopo aver recitato caparbiamente la parte della vittima, accusando i mass media di non avergli dato la possibilità di replicare ,analizza punto per punto il discorso di Saviano. Non scendo nei particolari, però da politico furbo com'è Maroni si è saputo comportare. Sicuramente la Lega ne esce sempre più rinforzata, questo è un dato di fatto inconfutabile. Tutta la puntata è stata impostata in modo tale che si mettesse in risalto il suo operato; e ci sono riusciti. Certo che Alessio Vinci poteva fare quattro domande un tanterello più scomode. Non lo so, la butto lì,sul perché la Lega ha prima definito Berlusconi con epiteti del calibro di "Berlus-Cosa Nostra","brutto mafioso che guadagna i soldi con l'eroina e la cocaina", "uno che ha fatto i soldi con la mafia", "nazistoide" e poi con esso fa comunella ; sul perché la Lega ha ancora rapporti con Marcello Dell'Utri, dopo che sono stati provati i rapporti fra il Senatore del Pdl con la mafia di Bontate; sul perché la Lega ha votato una decina di leggi vergogna, quali il Lodo Alfano, l'infinità di condoni, edilizi, fiscali, la legge Cirami e molto altro.Proprio questo è quello che non mi spiego: da una parte, vediamo magistrati e forze dell'ordine che si sentono sempre più abbandonati dallo Stato , dall'altra apprendo tutto il contrario. Sarò mica impazzito?

sabato 13 novembre 2010

Noi giovani, cresciuti con Mediaset

Lunedì si avrà la conferma istituzionale della crisi di governo. Se i "futuristi" manterranno la parola, si andrà alle elezioni (c'è anche l'ipotesi di andare al voto solo per la Camera). O si ferma ora il fenomeno B. o mai più, questo è chiaro, e lo sa ormai anche l'ex fedelissimo Gianfranco Fini, stanco della potestà di Arcore. La formazione di un partito di centro destra che prescinde dalla figura del Cavaliere è senza dubbio un arricchimento nello scenario politico italiano, che forse (e ribadisco il forse) si sta stancando del berlusconismo e dell'antiberlusconismo. La mia generazione è cresciuta con queste due parole, e ne vorrei spendere altrettante su questo fenomeno. L'ultimo ventennio è stato culturalmente parlando fin troppo lesivo per noi giovani. Siamo spenti, limitati politicamente, non sappiamo vedere oltre a Berlusconi proprio perché siamo cresciuti con lui, da piccoli lo vedevamo sempre lì, e chiedevamo ai genitori chi fosse quell'ometto tanto potente quanto simpatico. Ma già sapevamo la risposta, la nostra era solo una curiosità accidentale. Lo vedevamo dappertutto, sapevamo a memoria lo slogan di Forza Italia, apprezzavamo la sua faccia sempre sorridente. Mediaset ci ha allattato, e credo che questo valga per la maggior parte di noi giovani, dai 14 ai 20 anni. Noi la preferivamo prorio perché sapeva parlare ai giovani, ma non ci rendevamo conto che ciò ci avrebbe svuotato la testa, ci avrebbe fatto diventare più pubblico che popolo."Con l'avvento della televisione in Italia, c’è stata una trasformazione del popolo in pubblico, e il pubblico è un tifoso, non è molto preparato come tutti i tifosi, soprattutto sui problemi che poi lo riguardano, ripeto il popolo è il pubblico ormai, vota da casa, applaude si indigna e poi va a dormire" (Paolo Rossi, nel film "Niente Paura" di Luciano Ligabue). Non è colpa nostra, o almeno in parte lo è; però adesso abbiamo la possibilità di cambiare, perché siamo cresciuti e ci dobbiamo prendere le prime nostre responsabilità, perchè forse qualcosa cambierà in questi anni, non so se in meglio o in peggio. Ho ancora fiducia nella nostra generazione nonostante le premesse non siano delle migliori; non si può dormire per sempre, faremmo solo brutti sogni.

martedì 2 novembre 2010

The beginning of the end


Non voglio parlare dei soliti scandali delle "mutande" del premier come suggerisce Filippo Facci su Libero, non sarà un lungo articolo su tutta la vicenda Ruby e compagnia bella, non mi interessa. Esprimo solo in poche righe ciò che penso.
Da anni si tocca il fondo con le gaffe del Cavaliere,e ci siamo pure abituati a malincuore. Ma adesso la situazione è insostenibile. Ci siamo ridotti a parlare del bunga bunga; ridicolo, quando ci sono problemi più importanti che affliggono il nostro paese. Intanto è inevitabile, il premier è pur sempre la persona più importante d'Italia, ci rappresenta in tutto il mondo e penso che sia lo specchio per certi versi della massa italiana. La goliardia, l'amore delle donne, del denaro e del potere,la battuta sempre pronta, questo alla massa piace di lui. Peccato che questi attributi si addicono più a un comico che ad un primo ministro. Più volte ho ribadito che se è lì da 16 anni ci sarà un motivo,che abbiamo quello che ci meritiamo. Però ho la netta sensazione che qualcosa stia cambiando, non so se in positivo o in negativo (perché non c'è mai limite al peggio). Probabilmente siamo alla fine della parabola di Silvio Berlusconi, un uomo al degrado abbandonato da tutti. Fini e soprattutto la Lega prenderanno l'eredità del governo per l'incapacità dell'opposizione di fornire un'alternativa valida.
Il futuro sembra essere più oscuro del presente.

lunedì 25 ottobre 2010

Quando le vacanze sono troppo poche...


È un duro lavoro fare il deputato. Votazioni, commissioni, mozioni, appelli, non si ha mai tempo per se stessi e per la famiglia. Non bastano mica i 5 mila euro di stipendio mensile, sommati agli 8 mila euro tra spese di rappresentanza e diaria, più i vari privilegi quali l'assegno di fine mandato equivalente all'80% dell'importo mensile con indennità per ogni anno dimandato o frazione non inferiore a 6 mesi,l'assegno vitalizio tra il 25% e l’80% d'indennità parlamentare, rimborso annuale per viaggi all'estero (per studio o attività connesse all’attività parlamentare) equivalente a 3.100,00 euro,rimborso annuo spese telefoniche 3.098,74 euro, 574.215 auto blu, sconti nei cinema,teatri, in manifestazioni sportive e altri privilegi che non sto qui a dire.
Il problema è serio e va risolto. Come? Semplice, prendendosi una vacanza di 20 giorni. Sì, perchè è questo quello che stanno facendo. Il Parlamento chiude i battenti per mancanza di leggi da approvare. Sembra un paradosso, visto che l'economia va a rilento, anzi proprio non va, molte fabbriche chiudono, il precariato è in costante aumento, Napoli deve affrontare l'ennesimo problema rifiuti e chi più ne ha più ne metta. Il tutto scorre nell'indifferenza e nella disinformazione a cui ormai siamo abituati. La maggioranza prima c'è, poi viene rimessa in discussione; l'opposizione vive nell'ombra, proprio come i loro pseudo ministri tanto cari a Veltroni. "E io pago" direbbe Totò, paghiamo sì, certamente troppo per quello che riceviamo in cambio. I nostri parlamentari sono i più pagati d'Europa, questo ormai penso che sia risaputo. Il dato è ancora più significativo se paragonato ad altri stati europei, che stanno meglio di noi ( e non sono pochi). Per fare solo un esempio, la presidenza tedesca sulle casse pubbliche pesa per 18 milioni e mezzo di euro: un ottavo rispetto alla nostra. Inverosimilmente, l'efficienza politica in Italia è inversamente proporzionale al suo costo; noi Italiani siamo unici pure in questo.

martedì 19 ottobre 2010

La normalità si addice alle scimmie, non all'uomo


« Le altre parti del mondo hanno le scimmie; l'Europa ha i francesi. La cosa si compensa » ( Arthur Schopenhauer, L'arte d'insultare )

Saranno pure scimmie per Arthur Schopenhauer, ma i nostri "cugini" quando c'è da scendere in piazza per protestare e difendere i loro diritti si trasformano in leoni. Sette giorni di sciopero, vaglielo a dire a Cgl, Cisl, Uil e compagnia bella, si metterebbero le mani in testa. Tutta la Francia è bloccata, dal sistema scolastico alle vie di comunicazione, dalle raffinerie al trasporto merci. Motivo della severa contestazione è la riforma delle pensioni, che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni. Ma in realtà è una vera e propria contestazione contro il governo di Sarkozy. Adesso mi chiedo, noi cosa aspettiamo a protestare? Che passi il lodo Alfano? Che vengano ancora fatti tagli all'istruzione? Che venga nuovamente alzata l'età pensionabile? Cosa? Quello che facciamo noi italiani non può essere considerato nè ora nè mai sciopero; la nostra è piuttosto una passeggiata per le vie del centro all'insegna del caffè preso al bar con gli amici,una sfilata con striscioni e bandiere (rosse preferibilmente) del sindacato o di un partito. Siamo pochi perché disorganizzati, siamo guidati da mille sindacati quando il fine della protesta dovrebbe essere unico, cantiamo cori passati, siamo tante voces clamantes in deserto. Ma la questa solitudine, questo stato comatoso, ce lo siamo creati noi, ce lo meritiamo. Siamo tante pecorelle smarrite, peccato che i "pastori" sono così tanti che risulta impossibile seguire una via comune. Mentre i nostri politicanti se la ridono, un metalmeccanico va in cassa integrazione e contemporaneamente un insegnante e uno studente protestano. Allora c'è da chiedersi se facciamo parte tutti dello stesso stato a questo punto, perché non ha senso spezzettare la protesta, si perderebbe l'efficacia.
Un aspetto che mi interessa sottolineare è l'apatia degli italiani su tutto quello che succede nel "palazzo": la nostra condizione di frustrazione si protrae per così tanti anni che ormai consideriamo normale ciò che non lo è, ci adattiamo a tutto, ma è un pragmatismo negativo, che spegne gli animi e ne azzera la vitalità politica. Tomasi di Lampedusa aveva perfettamente ragione, a malincuore, l'Italia è destinata a "sicilianizzarsi". Lo sciopero non lo viviamo più come occasione per cambiare le cose, per ottenere più diritti: protestiamo perchè sappiamo che qualcosa non va per il verso giusto, ma ci limitiamo solo al gesto,al valore simbolico, consci del fatto che il domani sarà tutto come prima e si ritorna a lavorare, come se nulla fosse accaduto. Non riusciamo a dare il giusto peso alla nostra protesta, nemmeno crediamo fino in fondo all'utilità dello sciopero. Lo facciamo solo perchè lo dobbiamo fare; siamo pure in grado di "normalizzare" uno sciopero.
Caro mio Schopenhauer, le scimmie non sono se mai i francesi, siamo noi italiani.

venerdì 15 ottobre 2010

Altro che razzisti

Mi chiedo come un gruppo di delinquenti serbi possa entrare in uno stadio italiano in occasione di un evento continentale mentre io,povero cittadino italiano, per vedere il mio onesto Catania, mi devo schedare senza aver fatto nulla, senza essermi arrampicato negli spalti per tagliare la rete di copertura, senza aver bruciato chissà quali bandiere, senza essere stato trovato in possesso di stupefacenti,senza aver mai avuto precedenti penali, senza aver aggredito nessun agente di polizia, senza aver assalito l'ambasciata degli Stati Uniti a Belgrado nel febbraio 2008 per protestare contro l’indipendenza del Kosovo,senza essere mai accusato di detenzione illecita di animali pericolosi (per chi non l'avesse capito questo è il curriculum vitae di Ivan Bogdanov, "capo ultras" serbo che si è reso protagonista con una performance a dir poco stupefacente). Perché appena entro allo stadio mi perquisiscono come se fossi un membro di al qaeda, mentre "Ivan il terribile" può entrare tranquillamente con petardi, coltelli,passamontagna e kalashnikov?
E se piove? Ombrello? Ma assolutamente no! La punta potrebbe essere usata come giavellotto, meglio coprirsi con i fogli di giornale, almeno quelli non possono fare del male. Hai sete? Problemi tuoi, o ti compri il bicchierone che vendono allo stadio alla modica cifra di 2euro per 33cl, oppure organizza un bel gruppetto, fate una bella danza della pioggia, alzate la testa con la bocca aperta e pregate Dio che piova. Le bottigliette col tappo sono pericolose infatti, e se a qualcuno venisse la brillante idea di lanciare la bottiglietta sul campo che succederebbe ? E poi ci dicono che siamo razzisti e chiusi ad altre culture;noi, noi italiani, trattiamo bene i nostri ospiti stranieri!

venerdì 8 ottobre 2010

Bianco,nero e grigio.


O sei dentro o sei fuori, bianco o nero, non esiste varietà di grigio che tenga. Come è giusto che sia in determinati periodi storici, e il nostro lo è in certi punti di vista. La nostra evoluzione politica, se così la possiamo chiamare, non si limita più ai partiti, destra ,sinistra,centro e chi più ne ha più ne mette. Siamo così evoluti, noi italiani, che ormai ci classifichiamo in berlusconiani e anti-berlusconiani, 16 anni così, buttati nella mediocrità di una politica che non sa dare più delle risposte. Si è creato lo stereotipo dell'homo novus, del self made men berlusconiano, ma non si ci domanda quale prezzo stiamo pagando. Siamo ormai superficiali, impasticcati di "modelli" di vita perfetti, la velina, il magnate, i soldi, il potere,il sesso. Tutto questo affascina, senza dubbio.
Sei con noi o con loro? Con i "giustizialisti" (il contrario di destra è la sinistra, il contrario di Berlusconi non può che essere la giustizia ndr) o con i berlusconiani? La nostra piattezza sta nella riduzione della politica a questo schifo. Non è più l'idea che domina un partito, è il leader che detta l'idea, che non nasce quindi da un principio di fondo comune, ma dalla necessità del momento. Il risultato è che la dialettica politica si è ridotta al "randellaggio" mediatico nei confronti dei dissidenti del "partito dell'amore" (per chi non lo sapesse è il Pdl ) , all'attacco continuo della magistratura, alla compravendita di deputati, al far chiudere Annozero perché fazioso ecc. Poi ci sono partiti che non hanno l'idea, il leader che possa dettarne una, Pd docet, ma non è giusto inferire sui morti. Al centro, c'è il buon vecchio ostello dei vecchi democristiani, il nostro caro amato Udc, della serie, per citare un proverbio siciliano, "l'erba tinta non mori mai" (l'erba cattiva non muore mai). Manca all'appello la Lega, che è l'incarnazione della demagogia popolare, forza politica molto pericolosa se riesce ad espandersi anche nelle regioni per antonomasia di sinistra, come la Toscana e l'Emilia Romagna. Tutto il resto è noia per dirla alla Califano. Allora con chi stare? Col bianco o col nero? Ma chi rispecchia davvero il bianco e il nero oggi in Italia?Non so voi, ma io preferisco colori più vivaci.

mercoledì 6 ottobre 2010

Pubblicità nelle scuole, risorsa o male?


E' risaputo che la pubblicità nelle scuole pubbliche italiane è sempre stato un tabù. Ma i tempi adesso sono cambiati: come fanno le scuole dopo i continui tagli ad andare avanti? Semplice, si autofinanziano col marketing lì dove la legge lo consente. Si sono moltiplicati negli ultimi anni i casi di finanziamento da parte di ditte private in ambito scolastico. Il fautore di questa iniziativa è stato l’istituto superiore Carlo dell’Acqua di Legnano, in provincia di Milano, che ha indetto un bando di 20 mila euro per restaurare un affresco. Altre scuole in provincia di Roma sembrano muoversi in questa direzione; mancano banchi e sedie?No problem, c'è l'Ikea! Infatti, ad arredare le classi della scuola elementare Torricella Nord (periferia romana), ci ha pensato il colosso dei mobili low cost per un totale di 50 sedie, 50 banchi e due cattedre.Un altro esempio è l'istituto Thouar-Gonzaga di Milano che espone striscioni con il nome delle ditte che hanno fornito i materiali per il rinnovo. Così la scuola italiana si avvicina sempre di più a quella americana, dove la pubblicità è presente da decenni: le aziende in questione firmano dei veri e propri contratti con i quali le società possono fornire materiale didattico o qualsiasi altro supporto di competenza. I giovani sono una fetta di mercato molto appetibile, sarebbe un peccato per i pubblicitari non sfruttare quest'occasione. Cerchiamo di concretizzare il tutto attenzionando la situazione della nostra scuola: non dico che si può finanziare la costruzione della palestra con il solo aiuto di privati, che con varie clausole e aiuti economici potrebbero convincersi a investire, ma potrebbe essere già un buon inizio. Passiamo ad altro, i computer. Potremmo prendere i computer di aziende private destinati alla "rottamazione" e in cambio pubblicizzare la società stessa. Anche se abbiamo già un buon apparato di computer nell'aula informatica, uno in più soprattutto in biblioteca non farebbe male a nessuno. E non solo sarebbero destinati per la biblioteca, perché no anche per le singole classi che avrebbero così la possibilità di utillizzare supporti informatici durante le lezioni. Questo è solo un esempio pratico, ma se ne possono fare altri, tutti molto fattibili : vedi la 20mega,un posteggio decente per i motorini, un (vero) bar della scuola o l'acquisizione di materiale didattico. Probabilmente questa idea non sarà ben accolta dal consiglio d'istituto, è ancora viva la concezione tra presidi e insegnanti di una scuola pubblica in quanto tale. Ma bisogna adattarsi ai tempi che cambiano, la nostra non è più una scuola pubblica per il fatto che chi vuole il meglio sceglie il privato. La scuola pubblica per ora non ha il supporto dello stato per garantire il meglio, è trascurata e declassata, l'unica via da percorrere è l'autofinanziamento.