martedì 13 dicembre 2011
La cattiva politica in Italia non va mai in default
Se una volta le dittature nascevano dalla violenza, adesso nascono dallo spread. Certo può essere una frase ad effetto, ma non mi veniva altro in mente per descrivere la situazione italiana in questi giorni. Dittatura è un termine azzardato, forse troppo forte, e presuppone un "dictator", che prende le sembianze del dollaro americano, o dell'euro, o del Renminbi cinese. La politica è diventata mera subordinazione dell'economia finanziaria, e non lo si vede soltanto nel caso dell'Italia e della Grecia, paesi "commissariati"dall'UE e peraltro già con problemi interni molto gravi . Sia chiaro, se siamo in questa condizione, noi inteso come Italia, abbiamo e come le nostre colpe, che pagheremo a caro prezzo. L'urgenza ci ha imposto di correre ai ripari con un governo tecnico, chiamato per fare il cattivo gioco della politica. Risultato? Pagano sempre gli stessi, equità zero! D'altronde non mi stupisco più di tanto, né voglio soffermarmi sui possibili provvedimenti, che si potevano prendere ma che non si sono presi (chissà perché? ): dai tagli alla burocrazia statale (i veri tagli alla politica) all'introduzione dell'ici sulle attività della Chiesa che producono ricchezze (il risparmio annuo per la Chiesa – e la perdita netta per il fisco italiano – si avvicinano ai due miliardi di euro), dal taglio alle spese militari (recente è la notizia che l'Italia ha comprato 131 cacciabombardieri alla modica cifra di 16mld ) alla messa all'asta delle frequenze televisive digitali ( forse perché il partito di Mediaset è ancora esigua maggioranza?). La domanda che mi pongo è un'altra: si può permettere ad un governo non eletto,di fare scelte così drastiche che penalizzano solo ed esclusivamente la maggioranza del popolo? Mi direte, è l'urgenza che chiama, meglio in fin di vita che morti, perfetto, ma ci voleva davvero un governo di tecnici per fare una manovra di lacrime e tasse ? Credo che questo governo sia il "prestanome" della politica dell'interesse personale e clientelare e farà tutto ciò che un partito non si può permettere di fare per chiare ragioni elettorali. Questo governo non è la sconfitta della politica italiana, ne è la sua rigenerazione, la sua affermazione, in tutto il suo marcio. Berlusconi e la Lega ne escono vittoriosi, altro che festeggiamenti la sera delle dimissioni di B.: Monti spalerà tutto il letame in cui la cattiva politica degli ultimi anni ci ha sommerso e consentirà alla Lega di riprendere i voti persi durante la penultima legislatura passando all'opposizione. Credo poco alle lacrime di coccodrillo della Fornero , all'"illuminazione divina" del presidente della Conferenza Episcopale Italiana Bagnasco ( se n'è accorto ora che "forse" la Chiesa è vissuta in tutti questi anni nel più completo privilegio fiscale, nonostante già i contribuenti italiani versino circa 1 mld di euro nell'otto per mille alla Chiesa Cattolica?), alle interpretazioni di comodo delle borse e dello spread (dopo un grande abbassamento del tasso di 100 punti circa, recentemente è continuato a risalire nonostante la riforma), credo poco al mito della crescita infinita. Se è vero che ogni nazione ha il governo che si merita, prendiamone atto, supereremo pure questa, del resto la nostra storia ci insegna che gli ossimori politici convivono nella politica italiana; abbiamo superato la "democrazia autoritaria" di Crispi non vedo perché non possiamo superare la "tirannia (economica) costituzionale" dettata dal quel vecchio caro mostro del Capitalismo, che divora e rigenera ricchezza in un ottica meccanicistica in cui l'Homo sapiens diventa pura e semplice materia.
giovedì 27 ottobre 2011
"Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza" Benjamin Franklin.
Sono passati diversi giorni dagli scontri del 15 Ottobre a Roma. Si è scritto e detto tanto, più o meno tutti si sono fatti una propria idea sull'evento. La mia è un po' controcorrente. Il caos venutosi a creare poteva essere evitato, se lo si voleva. Solidarietà alle forze dell'ordine, che nonostante i mezzi e il numero hanno fatto del loro meglio per evitare il peggio, questo va riconosciuto almeno,come è stato fatto da tutte le cariche governative, devo dire, con molta ipocrisia. In una manifestazione del genere, in cui si prevedevano 150mila partecipanti, c'era il rischio che si creasse l'humus per gruppi violenti che avrebbero approfittato della manifestazione per dare sfoggio alle loro capacità di distruzione. Questa possibilità è stata servita su un piatto d'argento dallo Stato. Confrontiamo il numero delle forse dell'ordine (2000) e quello dei facinorosi ( circa 3000), a dir poco imbarazzante. In una giornata di mobilitazione globale, vi siete chiesti perchè solo a Roma è successo il putiferio? Perlopiù si è pensato di proteggere i palazzi delle istituzioni lasciando la
piazza a se stessa sperando che non succedesse nulla di grave. A dirlo sono due agenti coinvolti negli scontri, intervistati da Sandro Ruotolo per il Fatto Quotidiano. Il "Palazzo", si è rinchiuso in se stesso, proteggendo la sua struttura fisica ( la componente umana era assente, come lo è stata spesso in questi ultimi anni) lasciando alla deriva il resto della città. Una scelta strategica, niente di meno. La verità è che il Potere voleva gli scontri, voleva che i messaggi della manifestazione fossero oscurati per dar spazio a 4 imbecilli che sono caduti in una trappola tessuta "ad hoc". Così facendo, il Palazzo potrà usare questo episodio come exemplum di un'equazione semplice, ovvero una manifestazione è uguale a violenza. E i cittadini-sudditi ci credono pure, non a caso la Lega, la demagogia fatta partito, è al Governo e fa della sicurezza il proprio cavallo vincente. Ci sarebbe da chiedere, cosa intendono loro per sicurezza. Proprio a tre giorni dai fatti accaduti, il ministro dell'Interno, Bobo Maroni,non perdendo assolutamente tempo, ha una sua "ricetta" per risolvere il problema del, a suo dire, "terrorismo urbano": oltre la daspo estesa anche ai cortei (qui è stato seguito il criterio molto democratico del "chi ha commesso un reato è marchiato a vita"), una fidejussione per chi vuole organizzare manifestazioni, proposta che non si era mai sentita prima. In
pratica, gli organizzatori dei cortei dovranno dare garanzie economiche
per riparare ad eventuali danni di chi scende in piazza. Cari alunni del Gulli e Pennisi, se un giorno dovessimo protestare per la palestra che tarda ad arrivare e se le idee del nostro luminare ministro fossero attuate, i nostri cari rappresentanti probabilmente dovranno richiedere una colletta, perchè magari a qualcuno gli viene in mente di fare danno. Capite che tutto ciò è paradossale. Purtroppo sta diventando sempre più ricorrente l'uso di queste norme che in nome della sicurezza riducono la libertà del cittadino. Libertà, conquistata lungo i secoli con il sangue! Ma non tutto ciò che dice il ministro dell'Interno, è sbagliato, anzi, c'è un passo con cui mi trovo assolutamente d'accordo e che valorizza la mia tesi:“Sabato a Roma – ha spiegato – c’era la volontà di ricreare l’incidente
avvenuto a Genova ed è stato solo grazie all’impegno degli agenti che si
è impedito che ci scappasse il morto”. Più esplicito di così! Ricordiamo che, il 16 settembre 1998 Roberto Maroni fu condannato in primo grado a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale (si oppose all'irruzione della Digos nella sede della Lega di via Bellerio; infatti si sospettava infatti che i leghisti avessero messo in piedi un'organizzazione "paramilitare tesa ad attentare all'unità dello Stato". Maroni, in quell'occasione morse il polpaccio ad un poliziotto). La Corte di appello di Milano il 19 dicembre 2001 ha confermato la decisione di primo grado riducendo la pena a 4 mesi e 20 giorni perché nel frattempo il reato di oltraggio era stato abrogato. La Cassazione nel 2004 ha poi confermato la condanna commutandola però in una pena pecuniaria di 5.320 euro.
mercoledì 12 ottobre 2011
Ecce Scilipoti
Come sapete ieri 11/10/11 la maggioranza è andata sotto alla Camera, tra i grandi assenti Scilipoti, che al Corriere della Sera di oggi : « Scilipoti (da grande statista, alla Cesare, parla di se stesso in terza persona ndr) ritiene che il fatto di stare dentro una
maggioranza non paralizza i deputati. Non è che tutto quello che
decidono i vari Verdini o Cicchitto è oro colato. Voglio dire: io, lo
scorso 14 dicembre, lasciando l'Italia dei valori e votando la fiducia
al governo Berlusconi mi sono immolato per il bene degli italiani.
Quindi, sempre per il bene del Paese, ora posso anche fare un passo
indietro... c'erano rischi? Potevano farmi una telefonina (si riferisce qui al voto di ieri)».
Riflessione:
Scilipoti ha un solo compito nel Parlamento, ovvero quello di votare qualsiasi cosa proposta dal governo, senza se senza ma; questa figura è uscita dall'anonimato con un preciso compito, tenere in vita Berlusconi. Ora quello che è successo ieri è chiaro: molti (tra la maggioranza) non si sono presentati per fare un dispetto a B. (Tremonti su tutti), altri, rinnegando il loro scopo per cui sono ancora lì alla Camera (Scilipoti docet), se ne sono fregati completamente del voto, considerandolo di routine, il che è vero, ma, se tu sai che il tuo mestiere consiste sostanzialmente nel premere soltanto un pulsante, fungendo da stampella al governo, devi almeno avere la bontà di presentarti. La Mussolini incalza «Io lo prendo a calci nel sedere Scilipoti: ora deve restituire tutto quello che ha avuto». Parole sante, degna di una fascista: il bello è che ormai viene detto tutto alla luce del sole,svariando su tematiche che dovrebbero essere dei tabù politici, quali la compravendità dei parlamentari (cosa mai dovrà restituire Scilipoti?) o l'inutilità della prassi parlamentare( ormai i capogruppo a colpi di sms devono informare i vari Scilipoti se vale la pena di presentarsi per votare o meno). Insomma, tanti cari saluti al "politichese". Detto questo, non mi dispiace affatto che il governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti si stia frantumando in mille pezzi, peccato che questo processo sia iniziato un anno più del dovuto, proprio grazie a Scilipoti, con il suo voto "responsabile", e che adesso paradossalmente, con il suo "non voto responsabile", accellererà il declino del centro-destra, mai stato forse così ridicolo nella storia politica italiana.
Riflessione:Scilipoti ha un solo compito nel Parlamento, ovvero quello di votare qualsiasi cosa proposta dal governo, senza se senza ma; questa figura è uscita dall'anonimato con un preciso compito, tenere in vita Berlusconi. Ora quello che è successo ieri è chiaro: molti (tra la maggioranza) non si sono presentati per fare un dispetto a B. (Tremonti su tutti), altri, rinnegando il loro scopo per cui sono ancora lì alla Camera (Scilipoti docet), se ne sono fregati completamente del voto, considerandolo di routine, il che è vero, ma, se tu sai che il tuo mestiere consiste sostanzialmente nel premere soltanto un pulsante, fungendo da stampella al governo, devi almeno avere la bontà di presentarti. La Mussolini incalza «Io lo prendo a calci nel sedere Scilipoti: ora deve restituire tutto quello che ha avuto». Parole sante, degna di una fascista: il bello è che ormai viene detto tutto alla luce del sole,svariando su tematiche che dovrebbero essere dei tabù politici, quali la compravendità dei parlamentari (cosa mai dovrà restituire Scilipoti?) o l'inutilità della prassi parlamentare( ormai i capogruppo a colpi di sms devono informare i vari Scilipoti se vale la pena di presentarsi per votare o meno). Insomma, tanti cari saluti al "politichese". Detto questo, non mi dispiace affatto che il governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti si stia frantumando in mille pezzi, peccato che questo processo sia iniziato un anno più del dovuto, proprio grazie a Scilipoti, con il suo voto "responsabile", e che adesso paradossalmente, con il suo "non voto responsabile", accellererà il declino del centro-destra, mai stato forse così ridicolo nella storia politica italiana.
giovedì 29 settembre 2011
Comunicato semiserio #1
29 Settembre 2011, Berlusconi compie 75 anni.
6 Aprile 1814, Napoleone, dopo aver mandato al massacro migliaia di francesi in Russia, costretto dopo una tenace resistenza, abdica a Fontainebleau. Trova un accordo con i membri della coalizione anti-francese, una "modica" pensione di 2 milioni di franchi all'anno, più il principato dell'Isola d'Elba.
Ilbando.blogspot lancia una provocazione: non si può trovare una soluzione del genere in Italia? Silvio I Principe di Arcore, "il principato dell'amore". Esilio e amnistia per tutti i reati compiuti, non compiuti, da compiere, in fase di realizzazione ecc. La pensione no, ai suoi "clientes", male che vada, devolveremo l'8xmille.
Auguri Mister B.
6 Aprile 1814, Napoleone, dopo aver mandato al massacro migliaia di francesi in Russia, costretto dopo una tenace resistenza, abdica a Fontainebleau. Trova un accordo con i membri della coalizione anti-francese, una "modica" pensione di 2 milioni di franchi all'anno, più il principato dell'Isola d'Elba.
Ilbando.blogspot lancia una provocazione: non si può trovare una soluzione del genere in Italia? Silvio I Principe di Arcore, "il principato dell'amore". Esilio e amnistia per tutti i reati compiuti, non compiuti, da compiere, in fase di realizzazione ecc. La pensione no, ai suoi "clientes", male che vada, devolveremo l'8xmille.
Auguri Mister B.
lunedì 26 settembre 2011
C'era una volta l'Occidente
Da giorni si vocifera su un presunto interessamento cinese per l'acquisto del nostro debito pubblico, ipotesi che si sta materializzando giorno dopo giorno . Da 10 anni a questa parte, il baricentro economico mondiale si sta spostando irrimediabilmente verso est, precisamente in Russia e in Cina, i due paesi "rossi" per antonomasia. Una rivincita del comunismo? Neanche per idea, le due potenze ex comuniste hanno fatto del capitalismo un punto saldo della loro economia, avendo mezzi e risorse per competere se non superare, le grandi potenze occidentali. I "comunisti" compreranno l'Occidente,qualcuno potrà dire, purtroppo sarà così, e in parte già è avvenuto. E non sono i comunisti che "mangiano i bambini", quelli forse sono più innocui, parlo di "comunisti capitalisti"; lo so, è un paradosso, ma non trovo altra dicitura per etichettarli. La Cina, per chi non lo sapesse, possiede il 10% del debito pubblico americano, un' enormità. Sarà il 10% anche in Italia secondo le ultime indiscrezioni, altri 6 miliardi sono stati spesi in titoli di stato portoghesi, il 7% del debito pubblico dell'Eurozona è in mano ai cinesi. Pechino sostiene i Paesi e i mercati da cui dipende la crescita frenetica della sua economia, basata principalmente sull'esportazione. Un "do ut des" che garantisce la sopravvivenza dell'Europa e la crescita economica cinese, dipendente in primis dall'export, in quanto non si è creato ancora in Cina un mercato interno vero e proprio per una serie di motivi, quali condizioni di lavoro disumane, sfruttamento del lavoro minorile e un mostruoso inquinamento ambientale.Questo è stato il prezzo dell'impennata vertiginosa del Pil cinese,ma come si suol dire, il gioco vale la candela. Cifre importanti, che devono far riflettere. A dire il vero abbiamo avuto tempo fa i primi moniti , quando i prodotti cinesi hanno invaso il mercato europeo senza che l'Europa fosse intervenuta per porre subito rimedio.Non parlo di protezionismo, però si poteva fare di più per tutelare i prodotti autoctoni. Pagheremo le conseguenze di una globalizzazione, che se estrema, a mio modo di vedere, porta solo rogne. Se un paese, in cui ancora i diritti dei lavoratori sono un lontano miraggio, inizia a "dettare legge" di natura economica, perché gli è stato permesso, diventa un guaio per industrie e lavoratori europei e non: per essere competitivi bisognerà seguire il modello cinese, ciò significa meno diritti per i lavoratori, la rinuncia a ciò che si è combattuto per due secoli. Cancellare due secoli di storia insomma, questo è il prezzo da pagare; le prime avvisaglie sono già significative, basta pensare al caso di Mirafiori, per non spingerci oltre al Bel Paese. Più ore di lavoro, meno retribuzione,più precariato, meno sicurezza, per più competizione, per stare al passo della Cina. La verità è che il sistema capitalistico ci è sfuggito di mano, non è più controllabile, abbiamo creato un mostro e non sappiamo come abbatterlo, forse perché lo si è voluto creare e non lo si è voluto debellare subito, fin quando si poteva. Prepariamoci a nuovi scenari del tutto inediti, prepariamoci alla rivincita dell'Est che per la prima volta nella storia si appresta a colonizzare l'Occidente.
martedì 20 settembre 2011
The beginning of the end
Berlusconi si presenta davanti ai Pm di Milano per il caso Mills. Alquanto grottesco.
sabato 17 settembre 2011
Marx si sarebbe rivoltato nella tomba
Cosa significa essere poveri nel senso "Marxiano" del termine? Qualcuno me lo spieghi, perché dire di essere poveri con 145mila euro all'anno è inaccettabile, soprattutto se detto da un parlamentare. Non mi addentro nella discussione sui privilegi della casta, dalla pensione anticipata ai buoni pasto in mensa, ormai è cosa risaputa. Vorrei attenzionare più un altro fatto, che dimostra ancora una volta come la Lega, così come buona parte dei politici italiani, mistifichino la realtà: il video finisce infatti sul più bello, perché dopo,cercando di difendere la sua "teoria della povertà", Castelli prosegue affermando che in realtà i parlamentari fanno parte della classe media, in quanto prenderebbero a suo dire,con un calcolo abbastanza approssimativo ( e alquanto errato), 4/5 mila euro al mese. Il signor Castelli dovrebbe sapere meglio di me, visto che è laureato in ingegneria, anche se non ci vuole una laurea per fare una semplice moltiplicazione, che 5000 x 12 non fa 145000! Allora mi chiedo, ha sbagliato volutamente per valorizzare la sua stramba teoria, o ha davvero seri problemi con la matematica? Non so quale tra le due ipotesi sia la più paurosa.
Per chi volesse, il filmato intero è visibile sul sito di La7.
sabato 14 maggio 2011
Daniela Garnero Santanché: il lato verticale

Daniela Santanché è un mix tra una barbie e un drone con una longevità pressoché infinita, insomma non si stanca mai, fa stancare gli altri in caso, senza dare tregua a nessuno! Ormai è finita la stagione dei talk show politici, e per nostra fortuna non dobbiamo sopportare la sua cantilena sul governo del "fare" e via dicendo.Non si può dire che non è l'emblema del berlusconismo, forse lo supera anche, proprio per la capacità di credere a ciò che dice a furia di ripetere le stesse identiche cose. Nonostante ciò, è una donna molto intelligente, non classificabile a mio modo di vedere alle classiche soubrette figlie di Mediaset e company; sveglia e audace, sa come farsi odiare e sa soprattuto promuovere la sua persona. Non a caso era una delle poche donne che frequentava il salotto ormai traslocato non si sa dove e quando di Santoro. Pian piano sta diventando l'eroina del Pdl,lo è già diventata per molti aspetti: promotrice della difesa serrata della persona di Berlusconi, fatta di insulti, urla, uso frequente del dito medio e di parolacce, riesce ad incantare il telespettatore (quello fesso ndr)e fa imbestialire l'interlocutore.Per battere l'asse Pdl-Lega non serve la pacatezza di Bersani o la retorica dell'accumulo di Vendola, basta la sfrontatezza di una Daniela Santanché qualsiasi e il gioco è fatto. In Tv la retorica è superata, è vecchia, chi grida, chi urla, l'arrogante, chi insomma fa di tutto pur di avere ragione quando l'argomentazione scarseggia, riesce ad avere la meglio in un dibattito. Daniela Garnero Santanché è l'interprete perfetta di questo giochetto, consapevole dell'impoverimento culturale del mezzo di comunicazione di massa per eccellenza, fa leva sulla sua determinazione per convincere il pubblico e magari anche se stessa. Di certo non le manca l'ambizione. Sono passati i tempi in cui andava fiera della sua resistenza alle avances del premier, chiosando "è inutile tanto non gliela do". Lei sempre coerente, è stata promotrice e lo è tutt'ora dei diritti delle donne, sia italiane che straniere :"le ragazze che vogliono fare carriera non devono darla, non serve. Bisogna darla solo per amore". Quindi, "inutile dare il voto a Berlusconi, uno che vede noi donne sempre in posizione orizzontale, e mai verticale". Peccato che il voto e forse qualcos'altro lei l'ha dato e come a Berlusconi due anni dopo le dichiarazioni riportate sopra, tanto da diventare sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma di governo. Probabilmente avrà scoperto il lato "verticale" di Berlusconi e noi in 17 anni non ce ne siamo nemmeno accorti.
lunedì 14 febbraio 2011
Ecco un buon motivo per cui il governo dovrebbe cadere
Lasciando perdere il caso Ruby e tutto quello che ne consegue, reputo che la manifestazione di ieri sia stato un chiaro sintomo di malessere popolare, che trascende dalla moralità del premier o dalla morbosità dei suoi fidi alleati sparsi in tv pronti a difenderlo categoricamente, spesso arrampicandosi sugli specchi a qualunque accusa o dubbio legittimo. Il problema di fondo è che ormai siamo stanchi di questa situazione, che si protrae ormai da diversi mesi: gli scandali sessuali possono sì creare audience, ma finiscono con l'esaurimento nervoso di chi è costretto a sentirli continuamente, senza che si parli di qualcosa di concreto che vada oltre alle partecipazioni del circolo di prostitute che frequentavano (frequentano? ) Arcore a determinate serate di discoteche. Non possiamo dare più importanza ad una prostituta che a quello che si fa in Parlamento. Rettifico, a quello che non si fa. Sì, perché l'attività parlamentare nell'ultimo anno è crollata drasticamente: se si pensa alla crisi di maggioranza, alla casa di Montecarlo,ad Antigua, a Noemi prima e Ruby poi, i parlamentari hanno avuto le ferie prolungate fino ad ora, se non si considera qualche seduta di rito, tanto per dire: noi ci siamo! In 44 giorni è stata sfornata una sola legge, ovvero la conversione in legge di un decreto approvato dal governo a novembre dello scorso anno sui rifiuti della Campania. Il calendario è ricco: discussioni di interrogazioni, qualche mozione e proposte di leggi che non hanno speranza di passare. Nei 409 giorni trascorsi dal primo gennaio del 2010 l'Aula di Montecitorio si è riunita in 171 occasioni. Ancora più sporadicamente quella di Palazzo Madama. Dove i giorni di seduta sono stati 129. Il Parlmanto inoltre dovrebbe essere il catalizzatore di tutto quel lavoro fatto nelle commissioni, invece zero totale. Di tutto ciò i parlamentari ne sono ben consapevoli. Il leghista Matteo Brigandì, per esempio: «Mi dimetto perché non ha più alcun senso fare il parlamentare. Le Camere sono state svuotate di ogni loro funzione. Non hanno più alcun potere di iniziativa legislativa e sono state messe nella condizione di fare solo il notaio del governo», ha dichiarato un giorno. Ma poi è rimasto onorevole fino a quando non è stato nominato dallo stesso parlamento nel Consiglio superiore della magistratura. Per non parlare del recordman assoluto degli assenteisti, Antonio Gaglione, che è sbottato: «Stare in Parlamento è un lavoro frustrante, una perdita di tempo e una violenza contro la persona». Dimettendosi subito dopo dal partito, il Pd. Ma in Parlamento ci è rimasto. In un paese normale, già questo dovrebbe bastare per staccare la spina al governo, invece no; noi italiani ancora aspettiamo l'esito della magistratura per sapere se il nostro premier si è fatto una scopata con una minorenne o meno e in base a questo cadrà o resterà a vegetare il governo. Andiamo bene.
mercoledì 2 febbraio 2011
La vecchia signora, una volta

Le umiliazioni, le batoste, le innumerevoli sconfitte stanno diventando un'abituè per la Juventus. Moggi giorni fa diceva:"Credo che la Juventus debba cercare di arrivare tra le prime quattro e sicuramente ne ha la possibilità, non capisco perché debbano acquistare giocatori che poi magari la prossima stagione non serviranno. Io gestirei l'emergenza in attesa che rientrino gli infortunati, tanto la Juventus non può aspirare a più del quarto posto. Eviterei di spendere ora per investire tutto sul mercato estivo dove si possono trovare giocatori in grado far ridiventare competitiva questa squadra. Il problema è la voglia di gestire l'emergenza. Io senza soldi ho dovuto gestirmi per forza per 12 anni, adesso in pochi anni hanno speso quasi 200 milioni e magari si possono permettere giocatori che non servono e che poi devono rivendere subito. D'altra parte dei 13 giocatori acquistati 9-10 andranno rivenduti... Così non si costruisce, si distrugge !". Parole sacrosante, inopinabili, oggettive e soprattutto dette da uno che di calcio ne capisce, a prescindere dalle vicende di calciopoli. La Juventus ormai è gestita da aziendalisti che col gioco del pallone hanno poco a che fare. Una società di calcio è vero che è un'azienda a tutti gli effetti, ma come in ogni industria e attività, servono esperti competenti e soprattutto con un piano industriale. Per una squadra di calcio, questo piano industriale può essere scisso in due: da un lato la parte tecnica, quindi con la scelta accurata dei giocatori e dello staff, allenatore incluso, dall'altro la parte economica che riguarda il marketing e l'autosostentamento della società. Ecco in quest'ultima parte la Juventus è all'avanguardia, proponendosi come prima squadra italiana che l'anno prossimo avrà uno stadio di proprietà, che garantirà maggiori introiti e l'autofinanziamento. Ma si sa, il calcio è fatto di risultati, sportivi, no economici. Ai tifosi può importare ben poco se il club si autofinanzi o se qualcuno metta di tasca sua i soldi. Nello sport quello che conta è vincere, o perlomeno gareggiare con dignità. Vince chi spende di più: la maggior parte delle volte è così, ma ci sono delle eccezioni, e non sono poche. La Juventus della triade, con tutti i difetti che poteva avere, ha portato 11 giocatori alla finale del 2006 in Germania, spendendo poco e niente. Ecco in quel periodo, proprio l'Inter, era per certi aspetti simile alla Juve di oggi: comprava, comprava (spendendo un po' di più) e i risultati non venivano. Poi è venuta calciopoli, e tutti sanno come è andata a finire. I soldi ci sono, o almeno ci sono stati, Moggi parlava di 200 milioni spesi negli ultimi anni; è vero, aggiungerei spesi malissimo. L'ultimo "colpo" del mercato è stato l'attaccante Matri, pagato 18 milioni. Se sommati ai 12 milioni spesi per Martinez, si comprava Dzeko, di due categorie superiore. Questo è solo un esempio di come il progetto tecnico non sia mai esistito. Una volta la Juventus all'improvviso ingaggiava Capello, Ibrahimovic, Vieira e Cannavaro pagati un quarto di quanto realmente valevano, il tutto tenendo all'oscuro la stampa fino alle ultime ore delle trattative. Adesso succede al contrario: si spende quattro volte di più il valore effettivo del giocatore. Sembra di essere al mercato del pesce: si fanno tanti nomi,troppi,senza una determinata logica. Purtroppo rimane solo quello. Mai avevo visto una squadra come la Juventus a volte così impotente nei confronti dell'avversario, mai avevo visto una squadra spendere così tanti soldi per giocatori di metà classifica. La dignità non dipende dal capitale, la dirigenza juventina se lo ricordi.
lunedì 31 gennaio 2011
Non è un paese per giovani, ma lo sarà, si spera

La mia allergia per i politicanti è molto attiva in questo periodo. Nessuno escluso. Credo che la nostra classe dirigente sia vecchia, all'antica, dominata dai professionisti della politica, categoria che deve essere superata da uno svecchiamento del Parlamento. Insomma è ora di dare spazio ai giovani; forse sono di parte, ho 17 anni, ma mi sento ostaggio di questo sistema vecchio e logoro, fatto dai paroloni quotidiani deficit, disoccupazione, debito, compromesso, coalizione e via dicendo. E penso che questo pensiero lo condividano in molti, più o meno giovani. Si spara a zero sulle generazioni future, considerandole incapaci,superficiali, inesperienti.
L'inesperienza, il vero tallone di Achille del giovane, nel lavoro e nella politica. L'esperienza la si acquista col tempo, non è una dote innata, allora perché non far fare le "ossa" ai giovani? Se si ragionasse così, l'esperienza ce la scordiamo anche a 40 anni . "Novi homines" fatevi avanti, l'Italia vi aspetta! Milano o meglio il Movimento Cinque Stelle ha dato un segnale forte, candidando come sindaco il ventenne Mattia Calise che frequenta scienze politiche alla Statale di Milano. Verrà aiutato naturalmente da gente più esperta del movimento; la politica è una brutta bestia e si rischia di essere divorato da un momento all'altro. Da anni si è abusato del "compromesso", pratica politica che non disdegno ma che se la si usa troppo, si finisce col perdere il vero senso della politica: amministrare il bene pubblico. L'idea del ventenne sindaco mi affascina parecchio: un ventenne sindaco di Milano? Ci pensate? Utopia? No, però diciamo che non siamo ancora pronti. Il M5S ha lanciato il sasso, dobbiamo avere il coraggio di non ritrarre la mano.
martedì 25 gennaio 2011
Donne d'Italia, riunitevi

Le mie "ferie" sono finite e come giusto che sia inizio da una piccola riflessione sul caso Ruby Rubacuori. Bene, siamo di fronte all'ennesimo scandalo sessuale del nostro premier. Fin qui nulla di nuovo,o quasi. Ora io dico: ma cavoli, le donne del pdl che dignità hanno?Come hanno preso la notizia? Cosa ne pensano ? Che sia innocente? Innocente di cosa?A parte il lato giudiziario, problema che verrà affrontato nelle sedi competenti, quello che più mi preoccupa è che non c'è strata nessuna risposta dalla "politica rosa", che sia di destra o di sinistra, che sia abbastanza dura da far notizia. Invece il silenzio totale: la Santanchè sembra una paladina crociata che da tempi non si vedeva, peccato che la crociata la fa per il suo "benefattore"; la Carfagna usa anche la parola “golpe” a Matrix ; e se la Zanicchi, per chi non lo sapesse ora eurodeputata del pdl, arriva a dire «Per me Berlusconi è un benefattore a cui piace la carne fresca e giovane piuttosto che una babbiona come me» ahimè l'emancipazione femminile in Italia è ancora un miraggio.
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