
La mia allergia per i politicanti è molto attiva in questo periodo. Nessuno escluso. Credo che la nostra classe dirigente sia vecchia, all'antica, dominata dai professionisti della politica, categoria che deve essere superata da uno svecchiamento del Parlamento. Insomma è ora di dare spazio ai giovani; forse sono di parte, ho 17 anni, ma mi sento ostaggio di questo sistema vecchio e logoro, fatto dai paroloni quotidiani deficit, disoccupazione, debito, compromesso, coalizione e via dicendo. E penso che questo pensiero lo condividano in molti, più o meno giovani. Si spara a zero sulle generazioni future, considerandole incapaci,superficiali, inesperienti.
L'inesperienza, il vero tallone di Achille del giovane, nel lavoro e nella politica. L'esperienza la si acquista col tempo, non è una dote innata, allora perché non far fare le "ossa" ai giovani? Se si ragionasse così, l'esperienza ce la scordiamo anche a 40 anni . "Novi homines" fatevi avanti, l'Italia vi aspetta! Milano o meglio il Movimento Cinque Stelle ha dato un segnale forte, candidando come sindaco il ventenne Mattia Calise che frequenta scienze politiche alla Statale di Milano. Verrà aiutato naturalmente da gente più esperta del movimento; la politica è una brutta bestia e si rischia di essere divorato da un momento all'altro. Da anni si è abusato del "compromesso", pratica politica che non disdegno ma che se la si usa troppo, si finisce col perdere il vero senso della politica: amministrare il bene pubblico. L'idea del ventenne sindaco mi affascina parecchio: un ventenne sindaco di Milano? Ci pensate? Utopia? No, però diciamo che non siamo ancora pronti. Il M5S ha lanciato il sasso, dobbiamo avere il coraggio di non ritrarre la mano.
Nessun commento:
Posta un commento