domenica 12 luglio 2009

G8 tra coperture e verità nascoste

Il G8 è concluso: battute,retroscena,accordi e soddisfazione generale. Ma cosa c'è sotto? Occultismo, questa è la prima parola che mi viene in mente. L'accordo sul clima, se possiamo definirlo così, è vano se a questo non partecipano l'India e la Cina, i due paesi che più inquinano al mondo. Discorso Africa: a quanti G8 abbiamo udito la solenne frase: più fondi per lo sviluppo del continente africano? E poi? Il vuoto, l'Africa è sempre più povera, e non ce ne rendiamo conto. Le proteste: non tanto quelle dei no global hanno interessato l'opinione pubblica, bensì quelle dei terremotati dell'Aquila, che ancora aspettano da tre mesi case e un po' di rispetto in più. Un miracolo, cita il nostro premier, che alla vigilia dell'evento aveva le farfalle nello stomaco. Salvato in corner, con intervento di Obama, più preoccupato a parare il culo al "Papi" che al resto. Un G8 qualsiasi, questo è stato, si spera solo che i nuovi rimedi contro la crisi possano in qualche modo funzionare, almeno sarebbe una piccola vittoria.

mercoledì 8 luglio 2009

L'Italia fuori dal G8?

In un periodo così delicato trovare una decisione per salvaguardare il nostro Paese diventa sempre più difficile. Ci pensa il quotidiano "The Guardian" a spiegare agli italiani la nostra situazione: «I preparativi per il summit del g8 nella città montana de l'Aquila sono stati così caotici che sta crescendo la pressione degli altri stati membri per far sì che l'Italia venga espulsa dal gruppo». Parole dure, di certo non aiuteranno Silvio Berlusconi.

Nemmeno i tifosi del Milan gli stanno dando fiducia, dicendo che "compra solo quando ci sono le Elezioni". Se quanto riportato dal giornale britannico fosse vero, la Spagna potrebbe scalzare l'Italia e prendere il suo posto. Ma non è solo questo che preoccupa, l'Italia ha dedicato soltanto il 3% degli aiuti allo sviluppo promessi quattro anni fa e di aver programmato un taglio di oltre il 50% del budget italiano per gli aiuti esteri. Inoltre, aggiunge il Guardian, il governo Berlusconi ha cercato di compensare la mancanza di sostanza allargando la lista degli invitati, che prevede tra 39 e 44 capi di stato presenti all'Aquila. Si spera in un cambiamento, ma che, a queste condizioni, sembra impossibile.

Riccardo Di Stefano

Cribbio, almeno in Europa si contenga


Caro Matteo Salvini, questa proprio se la poteva risparmiare. Giovane ma imprudente, e sì perché i cori da stadio nonostante in Pontida siano abituati sono difficili da accettare soprattutto da chi assume ruoli istituzionali importanti come deputato dello stato Italiano. Peccato per lei, ma non si preoccupi più di tanto, la gente dimentica, i napoletani non credo tanto, ma il resto dell'Italia dimenticherà prima o poi, già lo stiamo facendo. Vedrà che tra un paio di anni lei farà strada, lei è il nostro futuro, purtroppo aggiungo, ma ce lo meritiamo. "Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...Son colerosi e terremotati... Con il sapone non si sono mai lavati...".Magari questo sarà il prossimo slogan della lega nord, chissà, forse prenderete ancora più voti. Lei ormai si è dimesso dalla carica di deputato italiano, andrà a Bruxelles a fare l'euro-deputato,che onore per noi italiani. Almeno lì stia attento con gli slogan, non faccia come il suo collega Borgezio anni fa in parlamento europeo, si trattenga a manifestare con bandiere e sciarpe, siamo in Europa, almeno lì un po' di serietà. Alla prossima legislatura la rivedremo,ancora più forte e caparbio, lei è il nostro futuro, purtroppo.

lunedì 6 luglio 2009

Caro amico ti scrivo


Da poco è uscita una notizia a dir poco eclatante,ma come al solito i media preferiscono insabbiare tutto quando si tratta di Silvio Berlusconi. E inizialmente non sembra una notizia che possa turbare gli animi già accesi del nostro premier, però è curioso come una notizia del genere venga così tanto sottovalutata, allora c'è da chiedersi il perchè.
L'oggetto in questione è una lettera, scritta probabilmente dai corleonesi Riina e Provenzano e rivolta a Berlusconi, in cui ci sono molti elementi da analizzare. I corleonesi volevano una delle reti televisive fininvest, in cambio Berlusconi avrebbe ricevuto un grande aiuto in politica.
Se il Cavaliere non avesse accettato la proposta, ci sarebbe stata un'azione luttuosa che avrebbe coinvolto i figli del premier. La data non è chiara ancora,ma di questo ne parleremo dopo. Iniziamo con ordine: il ritrovamento della lettera. La lettera è spuntata dal nulla recentemente, nonostante sia stata trovata nel 2005 durante il processo di Ciancimino Junior dall'allora pm di Palermo Piero Grasso.Prima domanda: perchè la lettera è spuntata all'improvviso solo ora, e non è stata depositata agli atti della magistratura nei processi Dell'Utri e Ciancimino?Seconda domanda: perchè nessun giornale la pubblica?Marco Travaglio prova a spiegarci questa assurda anomalia: nella lettera c'è un particolare da non sottovalutare,infatti, dice Marco Travaglio,da cui peraltro ho appreso la notizia,che Riina avrebbe chiamato Berlusconi onorevole, quando noi sappiamo che nel 91 il Cavaliere non era ancora sceso in politica. Questo significa che la data della composizione è postuma. Tutto ciò nei giornali non è apparso, anzi, c'è di più,la parte della lettera citata dai giornali riguarda solo le minaccie, mentre quelle più "scottanti" degli aiutini mafiosi e della dicitura onorevole sono state casualmente "omesse".Se i giornali avessero pubblicato l'intera lettera, che non si sa il perchè è tagliata da una parte, a quest'ora sarebbero emersi questi "piccoli" particolari. Ultima domanda, forse quella più inquietante: perché Riina, o chiunque abbia scritto questa lettera, alle poste italiane ha preferito la "staffetta celere",come la chiama Travaglio, Ciancimino padre- Dell'Utri- Berlusconi? Forse perché "i membri della staffetta" avevano avuto precedentemente dei rapporti? Si conoscevano?
Domande che richiedono risposte, ma difficilmente le avremo.
Per maggiori informazioni questo è il link dell'intervento di Marco Travaglio sull'argomento.

Blog in sciopero: "rumoroso silenzio" contro il decreto Alfano

Per la prima volta nella storia della Rete, i blog osserveranno il 14 luglio una giornata di silenzio per protestare - insieme ai giornalisti dei quotidiani, delle televisioni e dei siti intenet - contro il decreto Alfano. «Non si tratta di un'adesione allo sciopero dei giornalisti, ma di una protesta della Rete italiana contro un provvedimento che avrà l'effetto di disincentivare l'uso dei blog e delle libere piattaforme di condivisione dei contenuti», spiegano in una nota i promotori dell'iniziativa, il blogger e giornalista Alessandro Gilioli e il docente di diritto informatico Guido Scorza.

Alla protesta “del silenzio” aderirà anche il blog del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: «Il 14 luglio aderirò allo sciopero dei blogger contro il bavaglio alle intercettazioni e all'informazione, promosso dalla legge criminale del ministro Alfano, e contro la norma del diritto di rettifica entro 48 ore per tutti i siti, norma ribattezzata dalla Rete ammazza Internet».

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Al posto dei consueti post, i blog italiani pubblicheranno solo un banner di protesta contro il provvedimento, «in particolare contro quella parte che soffoca la libertà della Rete con il pretesto dell'obbligo di rettifica». Le adesioni a quella che è stata ribattezzata la giornata del "rumoroso silenzio" dei blog sono raccolte sul sito Diritto alla Rete

«I blogger - dice la nota dei promotori - sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i “citizen journalist”. Chiediamo ai blog e ai siti italiani - conclude - di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. È un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”».

Articolo tratto dal sito web del Corriere della Sera,scritto da Marco Pratellesi

venerdì 3 luglio 2009

Un piemontese ospite dai Vicerè

"Adesso se ne stava lì,nel crepuscolo,con la sua valigetta di tela bigia e guatava l'aspetto privo di qualsiasi civetteria della strada in mezzo alla quale era stato scaricato;l'iscrizione "Corso Vittorio Emanuele" che con i suoi caratteri azzurri su fondo bianco ornava la casa in sfacelo che gli stava di fronte, non bastava a convincerlo che si trovasse in un posto che dopo tutto era la sua stessa nazione;e non osava rivolgersi ad alcuno dei contadini addossati alle case come cariatidi,sicuro di non esser compreso e timoroso di ricevere una gratuita coltellata nelle budella su che gli erano care benché sconvolte."
Giuseppe Tomasi di Lampedusa docet. I tempi sono cambiati, non siamo più nell'Ottocento, non ci sono più briganti e contadini male intenzionati, ma alcune
analogie rimangono,creando un sodalizio tra passato e presente difficile da spezzare. Adesso immaginiamo un viaggio di un piemontese in Sicilia però nel XXI secolo. Prima tappa: il viaggio. Se fatto con l'aereo,quando si è fortunati,scioperi permettendo, tutto va bene, ma se col treno le cose si complicano. Ore e ore di strada, e a pensare che fino a Roma si procede a ritmi normali. Da Roma in giù è la fine. Arrivati a Messina si decide di andare a Catania: si parte col treno, si sa quando si parte non si sa quando si arriva. La tratta Messina-Siracusa ha un solo binario, quindi fra coincidenze e treni merci una tratta di 90km circa si trasforma in un incubo. Seconda tappa: l'arrivo a Catania. Se a prima vista può sembrare un luogo ben tenuto e civile, basta spostarsi di pochi chilometri in direzione sud per ricredersi immediatamente: interi quartieri abbandonati, immondizia che spadroneggia sulle strade che sono in realtà vicoli asfaltati alla rinfusa, case popolari di cattivo gusto esteriore (per usare un eufemismo),mancanza di illuminazione,zone controllate "alla luce del sole" da associazioni criminali, che nell'Ottocento si chiamavano briganti, e che adesso si chiama mafia. A Catania si vede il frutto di una cattiva politica che è iniziata ormai da decenni, ma che ha radici ancora più profonde: forse è vero quello che dice il principe Fabrizio di Salina ; "i Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti:la loro vanità è più forte della loro miseria". Visione pessimistica, ma purtroppo riscontrata ancora oggi. Ci sono le eccezioni,senza dubbio;ci sono i miglioramenti, anche questo non si può discutere. Ma resta una certezza: da millenni la Sicilia rimane una colonia, vedi perché i siciliani non hanno mai avuto la forza di reagire vedi perché non hanno mai voluto averla.

giovedì 2 luglio 2009

40 milioni?...No,grazie


Calciomercato 2009, grandi cambiamenti e grandi prezzi. Anche questo primo periodo di calciomercato è andato portando con sé numerosi cambiamenti. Momentaneamente pessima campagna acquisti per il Milan, ottima per il Real Madrid ed incerta per l'Inter. Ma ciò che in pochi non si stanno accorgendo è qualcosa che va oltre il prestigio di una società e di un calciatore stesso: il prezzo. Per diversi campioni possiamo notare cifre assurde e soprattutto esagerate! Mi chiedo se questa crisi ci sia davvero o è forse qualche semplice scherzo della Borsa. Zlatan Ibrahimovic desideroso di andare via dal campionato italiano è dovuto rimanere a Milano, prendendo il suo onesto milione al mese, proprio perché nessuna società è riuscita a sborsare 70 milioni di euro. Kakà,invece ha avuto la fortuna di trovare la ricca società del Real Madrid che potesse pagare il prezzo di questo fuoriclasse (60milioni di euro). Il giovane Cristiano Ronaldo è ormai anche lui compagno di squadra di Kakà;il portoghese è stato comprato al modesto prezzo di 93milioni di euro,massima cifra nella storia del calciomercato. E così tutti (o quasi) i giochi sono fatti.
Comprando e vendendo quei giocatori che permettetemi di definire "sgualdrine" di lusso.

Enrico Consolo

mercoledì 1 luglio 2009

Cronaca di una morte annunciata

Ripercorrendo il titolo di uno dei tanti capolavori del celebre romanziere Marquez, quello accaduto a Viareggio è stato un disastro che si poteva e doveva evitare. I familiari dei 16 (il numero purtroppo è destinato ad aumentare visto che l'80% dei feriti è in grave condizione) mortiper l'incidente possono accetare tale morte? Un asse del treno era arrugginito ed è risultato fatale. Non si può in un paese industrializzato come l'Italia avere uno dei sistemi ferroviari più lenti e meno efficienti di tutta l'Europa. Treni vecchi, scarsi controlli, ritardi e cattivo igiene nei treni, questo è il piccolo quadretto delle Ferrovie dello Stato. Peccato, perchè il treno è un ottima risorsa per qualsiasi paese, perchè con l'inquinamento alle stelle si devono potenziare i servizi pubblici, perchè con l'alta velocità si può davvero far crescere un paese. Ma l'alta velocità è qualcosa di utopico se visto in Sicilia: a pensare che i siciliani non godono neanche del doppio binario in alcune tratte,il che è problematico e causa numerosi ritardi e soprattutto l'allontanamento della gente che preferisce l'automobile.