giovedì 29 settembre 2011

Comunicato semiserio #1

29 Settembre 2011, Berlusconi compie 75 anni.
6 Aprile 1814, Napoleone, dopo aver mandato al massacro migliaia di francesi in Russia, costretto dopo una tenace resistenza, abdica a Fontainebleau. Trova un accordo con i membri della coalizione anti-francese, una "modica" pensione di 2 milioni di franchi all'anno, più il principato dell'Isola d'Elba.
Ilbando.blogspot lancia una provocazione: non si può trovare una soluzione del genere in Italia? Silvio I Principe di Arcore, "il principato dell'amore". Esilio e amnistia per tutti i reati compiuti, non compiuti, da compiere, in fase di realizzazione ecc. La pensione no, ai suoi "clientes", male che vada, devolveremo l'8xmille.
Auguri Mister B.


lunedì 26 settembre 2011

C'era una volta l'Occidente

Da giorni si vocifera su un presunto interessamento cinese per l'acquisto del nostro debito pubblico, ipotesi che si sta materializzando giorno dopo giorno . Da 10 anni a questa parte, il baricentro economico mondiale si sta spostando irrimediabilmente verso est, precisamente in Russia e in Cina, i due paesi "rossi" per antonomasia. Una rivincita del comunismo? Neanche per idea, le due potenze ex comuniste hanno fatto del capitalismo un punto saldo della loro economia, avendo mezzi e risorse per competere se non superare, le grandi potenze occidentali. I "comunisti" compreranno l'Occidente,qualcuno potrà dire, purtroppo sarà così, e in parte già è avvenuto. E non sono i comunisti che "mangiano i bambini", quelli forse sono più innocui, parlo di "comunisti capitalisti"; lo so, è un paradosso, ma non trovo altra dicitura per etichettarli. La Cina, per chi non lo sapesse, possiede il 10% del debito pubblico americano, un' enormità. Sarà il 10% anche in Italia secondo le ultime indiscrezioni, altri 6 miliardi sono stati spesi in titoli di stato portoghesi, il 7% del debito pubblico dell'Eurozona è in mano ai cinesi. Pechino sostiene i Paesi e i mercati da cui dipende la crescita frenetica della sua economia, basata principalmente sull'esportazione. Un "do ut des" che garantisce la sopravvivenza dell'Europa e la crescita economica cinese, dipendente in primis dall'export, in quanto non si è creato ancora in Cina un mercato interno vero e proprio per una serie di motivi, quali condizioni di lavoro disumane, sfruttamento del lavoro minorile e un mostruoso inquinamento ambientale.Questo è stato il prezzo dell'impennata vertiginosa del Pil cinese,ma come si suol dire, il gioco vale la candela. Cifre importanti, che devono far riflettere. A dire il vero abbiamo avuto tempo fa i primi moniti , quando i prodotti cinesi hanno invaso il mercato europeo senza che l'Europa fosse intervenuta per porre subito rimedio.Non parlo di protezionismo, però si poteva fare di più per tutelare i prodotti autoctoni. Pagheremo le conseguenze di una globalizzazione, che se estrema, a mio modo di vedere, porta solo rogne. Se un paese, in cui ancora i diritti dei lavoratori sono un lontano miraggio, inizia a "dettare legge" di natura economica, perché gli è stato permesso, diventa un guaio per industrie e lavoratori europei e non: per essere competitivi bisognerà seguire il modello cinese, ciò significa meno diritti per i lavoratori, la rinuncia a ciò che si è combattuto per due secoli. Cancellare due secoli di storia insomma, questo è il prezzo da pagare; le prime avvisaglie sono già significative, basta pensare al caso di Mirafiori, per non spingerci oltre al Bel Paese. Più ore di lavoro, meno retribuzione,più precariato, meno sicurezza, per più competizione, per stare al passo della Cina. La verità è che il sistema capitalistico ci è sfuggito di mano, non è più controllabile, abbiamo creato un mostro e non sappiamo come abbatterlo, forse perché lo si è voluto creare e non lo si è voluto debellare subito, fin quando si poteva. Prepariamoci a nuovi scenari del tutto inediti, prepariamoci alla rivincita dell'Est che per la prima volta nella storia si appresta a colonizzare l'Occidente.

martedì 20 settembre 2011

The beginning of the end

Berlusconi si presenta davanti ai Pm di Milano per il caso Mills. Alquanto grottesco.

sabato 17 settembre 2011

Marx si sarebbe rivoltato nella tomba



Cosa significa essere poveri nel senso "Marxiano" del termine? Qualcuno me lo spieghi, perché dire di essere poveri con 145mila euro all'anno è inaccettabile, soprattutto se detto da un parlamentare. Non mi addentro nella discussione sui privilegi della casta, dalla pensione anticipata ai buoni pasto in mensa, ormai è cosa risaputa. Vorrei attenzionare più un altro fatto, che dimostra ancora una volta come la Lega, così come buona parte dei politici italiani, mistifichino la realtà: il video finisce infatti sul più bello, perché dopo,cercando di difendere la sua "teoria della povertà", Castelli prosegue affermando che in realtà i parlamentari fanno parte della classe media, in quanto prenderebbero a suo dire,con un calcolo abbastanza approssimativo ( e alquanto errato), 4/5 mila euro al mese. Il signor Castelli dovrebbe sapere meglio di me, visto che è laureato in ingegneria, anche se non ci vuole una laurea per fare una semplice moltiplicazione, che 5000 x 12 non fa 145000! Allora mi chiedo, ha sbagliato volutamente per valorizzare la sua stramba teoria, o ha davvero seri problemi con la matematica? Non so quale tra le due ipotesi sia la più paurosa.
Per chi volesse, il filmato intero è visibile sul sito di La7.