
Uno dei pochi dati certi sulle elezioni europee del 6 e 7 giugno è che la sinistra radicale, dominata da quei geni comunisti che a modo loro vogliono fare i temerari, si è suicidata con le sue stesse mani. Divisi in sigle,siglette e in quant'altro sono riusciti a non superare lo sbarramento del 4%. La scelta della divisione ancora non è molto chiara, l'ideologia è una sola, le teste "calde" purtroppo sono tante. Si poteva mettere da parte l'orgoglio e le divisioni che possono essere un motivo in più di coesione se risolte reciprocamente e dovevano essere risolte senza dubbio con la scelta di un leader appoggiato da tutti, capace di farsi sentire in un'Italia dove si cerca in tutti i modi di affermare un bipartitismo però a quanto pare invano,visto le recenti elezioni europee. Se Prc-Pdci e Sinistra e Libertà avessero corso insieme, avrebbero preso il 6,50%, come l'UDC di Casini. Cosa avranno gli elettori comunisti di tutto ciò? Assolutamente nulla. Niente rappresentanti in Europa, niente rivalsa nazionale, insomma i comunisti in Italia rimangono con un pugno di mosche. Non avere una sinistra estrema nè al Parlamento italiano nè in quello europeo è grave ed è bene che anche i genealoidi comunisti lo capiscano: perchè farsi del male dopo la batosta alle elezioni nazionali? Misteri politici, che noi comuni cittadini non capiremo mai.
Condivido in pieno la tua analisi politica.
RispondiEliminaPurtroppo uno dei difetti atavici della sinistra ed in particolare di quella che una volta si chiamava estrema oggi, chissà perchè radicale, è sempre stato quello di "farsi del male da sola". Chissa quanti anni, decenni o secoli ci vorranno per far maturare questa sinistra ? Non vorrei che la maturazione giunga quando ormai in tutta l'Europa la sinistra scompare o si trasforma in qualcosa di nuovo e diverso.