lunedì 8 giugno 2009

Il masochismo della sinistra


Uno dei pochi dati certi sulle elezioni europee del 6 e 7 giugno è che la sinistra radicale, dominata da quei geni comunisti che a modo loro vogliono fare i temerari, si è suicidata con le sue stesse mani. Divisi in sigle,siglette e in quant'altro sono riusciti a non superare lo sbarramento del 4%. La scelta della divisione ancora non è molto chiara, l'ideologia è una sola, le teste "calde" purtroppo sono tante. Si poteva mettere da parte l'orgoglio e le divisioni che possono essere un motivo in più di coesione se risolte reciprocamente e dovevano essere risolte senza dubbio con la scelta di un leader appoggiato da tutti, capace di farsi sentire in un'Italia dove si cerca in tutti i modi di affermare un bipartitismo però a quanto pare invano,visto le recenti elezioni europee. Se Prc-Pdci e Sinistra e Libertà avessero corso insieme, avrebbero preso il 6,50%, come l'UDC di Casini. Cosa avranno gli elettori comunisti di tutto ciò? Assolutamente nulla. Niente rappresentanti in Europa, niente rivalsa nazionale, insomma i comunisti in Italia rimangono con un pugno di mosche. Non avere una sinistra estrema nè al Parlamento italiano nè in quello europeo è grave ed è bene che anche i genealoidi comunisti lo capiscano: perchè farsi del male dopo la batosta alle elezioni nazionali? Misteri politici, che noi comuni cittadini non capiremo mai.

1 commento:

  1. Condivido in pieno la tua analisi politica.
    Purtroppo uno dei difetti atavici della sinistra ed in particolare di quella che una volta si chiamava estrema oggi, chissà perchè radicale, è sempre stato quello di "farsi del male da sola". Chissa quanti anni, decenni o secoli ci vorranno per far maturare questa sinistra ? Non vorrei che la maturazione giunga quando ormai in tutta l'Europa la sinistra scompare o si trasforma in qualcosa di nuovo e diverso.

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