venerdì 18 settembre 2009

Una guerra tra gatti e topi

Le 6 vittime dell'attentato terroristico avvenuto a Kabul ieri ci "obbligano" a trattare in linee sottili l'argomento Afghanistan, con una modesta e pragmatica riflessione. A 8 anni dallo sbarco delle truppe Nato, è cambiato molto, ma non basta. Le elezioni sono state un "flop", Karzai non è il massimo della democrazia, vedi per le elezioni fraudolente, vedi per alcune sue decisioni, necessarie per avere il consenso tra i più radicali. E quella che è nata come missione di pace(una barzelletta burocratica, si sapeva benissimo che andassimo in guerra!) si è trasformata in una caccia alla volpe. I talebani conoscono il loro territorio molto impegnativo per i fini bellici: montagne dopo montagne, deserti e aride steppe con paesini abbandonati ai signori della guerra. Il potere effettivo è di quest'ultimi, che comandano buona parte delle regioni. Il problema è che l'Afghanistan è un paese molto vasto, servirebbero più uomini se si vuole procedere con la linea strategica intrapresa dalla Nato. Servirebbe un'aiuto mondiale, soprattutto di Russia e Cina, le due super potenze limitrofe a Kabul. La guerra non è mai bella: ma ritirarsi ora sarebbe inutile, perché abbiamo iniziato ma non abbiamo concluso nulla. "Tutto questo non accadrebbe se loro non ci fossero. Sono venuti promettendoci la pace, ma ci hanno portato solo guerra. In questi otto anni non hanno fatto niente per noi!", questo è quello che dice Karim,giovane afghano ferito nell'attentato in cui i 6 nostri soldati sono morti. Vorrei soffermarmi su questa dichiarazione. Se le truppe Nato si dovessero ritirare, ci sarebbe naturalmente un ritorno dei talebani, ma almeno eviterebbe che altre vite umane fossero uccise. Tutto bello sì, ma ritorneremo esattamente a 8 anni fa, quando il pericolo di nuovi attentati oltre a quelli dell'11 Settembre spinse l'ONU e la Nato a combattere i vari movimenti terroristici sul territorio afghano. Ci sono andati di mezzo i civili, e forse questo ci deve far riflettere; abbiamo fallito. Senz'altro era meglio una strategia più nell'ombra, col fine di colpire le sole cellule terroristiche sparse per il territorio, cercando di stare ai margini del popolo, anche se tutto ciò sembra un paradosso. I costi della guerra sono enormi, 500 milioni all'anno per l'Italia. Anche se sarebbe una sconfitta, ritirarci ora significherebbe guadagnare quel mezzo miliardo di euro che farebbe davvero comodo alla casse dello stato,insomma una dolce sconfitta. Sono due le strade da percorrere: continuare, ma con altre strategie, oppure ritirarsi e tenersi ben stretti i 500 milioni di euro e le vite dei nostri soldati; questione di vita e denaro.

martedì 15 settembre 2009

Lo sputtanamento di massa

Pare che sputtanarsi sia di moda in Italia, e se lo si fa per via cartacea ancora meglio. Accuse,querele,insulti, retorica, ipocrisia e un giusta dose di superbia regnano sui giornali. Il che è piacevole solo per gli editori, perché con questo genere di notizie vendono e come. Che palle allora il solito articolo sulla crisi mondiale o sul povero sfigato che non arriva a fine mese, meglio qualche notizia a sfondo erotico che piace sempre all'italiano medio. Il bello è che queste notizie vengono stampate in prima pagina, posto che spetta a notizie senz'altro più importanti delle gesta sessuali "scarse" del nostro premier. Allora c'è da chiedersi se tutto questo non è per un fine preciso: deragliare l'informazione. L'imbarbarimento è iniziato da quando Feltri è a capo del Giornale, voluto proprio perchè iniziasse a randellare: ultima vittima, Gianfranco Fini, che ha subito querelato il giornalista bergamasco. Sappiamo tutti cos'è successo in questi giorni nel Pdl, l'ex leader di An di punto in bianco, per assicurarsi il consenso degli elettori più moderati che vedono nella Lega più che un'alleata una minaccia e per delineare anche una sua ambiziosa politica che in un futuro le garantirà la leadership del partito, esce fuori dagli schemi e prende posizione,con forti critiche sull'identità del partito stesso.A Feltri ciò non piace, e chissà forse non è piaciuta neanche al suo datore di lavoro. La situazione è degenerata fino ad arrivare alla pubblicazione sul Giornale che ripesca un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale. Ecco dove siamo arrivati e il tipo di informazione che abbiamo: se tu "sgarri" anche di poco, ecco che ci pensa Feltri ad ucciderti mediaticamente, scoppia il caso, ne parlano tutte le testate, alcune anche in prima pagina, e si formano le fazioni:risultato? Meglio non svegliare il can che dorme. E intanto le notizie concrete, quelle per cui davvero vale la pena spendere un euro e leggere i giornali vengono messe in secondo piano o addirittura omesse.

domenica 13 settembre 2009

Le ampolle, il Po e la grande muraglia padana


La Lega torna a parlare di secessionismo. Umberto Bossi alla festa dei popoli di Venezia ha rispolverato le vecchie parole d'ordine: "La padania un giorno sara' uno stato libero, indipendente e sovrano", ha detto il leader del Carroccio. "Non bastera' il federalismo - ha spiegato - vogliamo cambiamenti piu' radicali". E poi ha annunciato che l'anno prossimo ci sara' una catena umana sul Po per ribadire che i popoli padani vogliono ottenere "i loro diritti di liberta'".
Ecco gli effetti collaterali dell'alleanza Pdl-Lega Nord. E siamo solo agli inizi: la Lega ha sempre più consensi non solo al Nord, anche al Centro la percentuale è destinata a crescere; questo ci deve far riflettere. La Lega ha saputo amministrare nel suo territorio, questo è senza dubbio. Se poi aggiungiamo la politica molto "estrema" per usare un eufemismo su immigrazione e sicurezza, due emergenze che gli italiani sentono particolarmente, il gioco è fatto. E il governo come si comporterà? Vedremo, intanto le dichiarazioni di Bossi non sono state riportate nei telegiornali, e tutto resta oscuro e subdolo: si sapeva che l'alleanza con la Lega sarebbe stata difficile e tortuosa, e i ricatti già si fanno sentire. Il Pdl sembra impotente.

Perchè...

Perché non c'è una forza capace di contrastare il governo, opposizione vera e su contenuti importanti? Perché in Italia non c'è un vero partita Socialista, capace di intraprendere una politica verso il "sociale" a 360 gradi, che mette in primo piano l'esigenze dei cittadini e non quelle dei singoli,che lotta per la massa e non per i pochi ricchi (i cittadini di serie a) che sono in questo paese,che compensa il divario tra ricco e povero e tutto quello che ne sussegue, a partire dalla meritocrazia e dal diritto "principe"che siamo tutti uguali, il che non significa comunismo bensì dare la possibilità a tutti di creare la propria fortuna o ricchezza secondo le proprie capacità?
Perché in Italia non c'è più la media borghesia, la maggior parte della popolazione nei decenni scorsi, che col suo reddito poteva permettersi di vivere secondo una certa dignità per un paese prestigioso (una volta) come l'Italia? Perché in questo paese valgono più i "dettagli" che il generale,burocrazia lenta e leggi fin troppo "articolate" in primis?Perché ancora c'è un abisso tra Nord e Sud Italia?Perché il degrado culturale, generato da una classe politica incapace e spesso "rozza" e da una televisione fatta solo di tette e scusate il termine cazzate, che però fanno notizia e audience? Sarà retorica, saranno le riflessioni delle 2.30, ma io non ci sto a vedere un simile degrado e una continua e raccapricciante ingiustizia.

venerdì 11 settembre 2009

La passione di Silvio


30 ragazze, 18 festini, 1000 euro per restare la notte, Questo è il riassunto di quanto è uscito dai verbali della procura di Bari sul caso Berlusconi-escort. Venivano retribuite a sua insaputa, dice ai pm Tarantini, l'imprenditore pugliese tanto caro per le sue note "compagnie". Berlusconi si difende consigliando ai giovani: non leggete i giornali. Strano, mica tanto per uno come lui. Accanto a Zapatero si proclama il miglior Presidente del Consiglio che l'Italia abbia mai avuto, davanti alla Meloni si cala nei panni di uno show-man e improvvisa un monologo durato per ore dove spiega ai giovani che il suo governo ha fatto più di tutti gli altri contro la mafia, la crisi, bla bla bla...insomma le solite menzogne. Mentre si improvvisa oratore, arriva un comunicato di Fini che non preannuncia nulla di buono. Dopo le prostitute deve pensare anche al suo amico di merenda Gianfranco, che è da un po' di tempo che si è messo a fare tutto il democratico, lui,che di An, la vera destra italiana, era il leader indiscusso. E che dire di quell'indisciplinato di Feltri, lo assume e fa subito danno. Povero Silvio, deve pensare ai giornali esteri, che lo sputtanano giorno dopo giorno, alle accuse di Repubblica, ai comunisti ai cattolici alla lega che ne combina sempre una, insomma i pensieri non mancano. A parte l'ironia mostrata fin'ora nel post, vorrei fare un'analisi seria su tutta la vicenda.
Silvio Berlusconi come Presidente del Consiglio ha il dovere di servire lo Stato, il punto sta, le sue serate con le escort,hanno compromesso il suo operato? Non sto io qui a dirlo, c'è una magistratura che sta facendo un'inchiesta. Sembrerebbe che alcuni impegni siano stati saltati a causa di queste serate. Se tutto ciò non ha compromesso il suo lavoro, da fatto pubblico si muta in privato,che a noi ben poco interessa. Un'altra considerazione da fare è la seguente: queste cene per cosa? Affari, elezioni, ci sono di mezzo altri politici di spessore, non si sa ancora. Perché mi sorge un dubbio: va bene che al premier piacciono le donne, ma tutte queste serate in pochi mesi, sembra strano che ci fosse solo del sesso. Aspettiamoci altre rivelazioni perché il caso non è chiuso.