domenica 30 agosto 2009

Aprire gli occhi e guardare al futuro

Da tempo si discute sulla questione degli immigrati in Italia. I dati istat ci confermano che lo Stivale presenta 7 stranieri su 100 abitanti, che non fanno altro che incrementare la popolazione nel nostro suolo. Infatti, se in 50 anni siamo aumentati di 10 milioni di unità, il merito è anche loro. Le percentuali e i numeri parlano quindi chiaro, ma non è difficile rendersene conto anche da soli: autobus, supermercati, negozi e piazze sono affollati di stranieri. Ed è a partire da questo, che nasce il problema. Nessuno è riuscito a trovare una risposta alla fatidica domanda: è un fatto positivo o negativo che ci siano così tanti immigrati? Il primo discorso da fare, è che loro ci sono indubbiamente utili: svolgono infatti quei lavori che noi definiamo squallidi, e che quindi, da “snob” che siamo, non accettiamo di fare. E che nessuno osi dire che ci portano via il lavoro, che è solo un metodo osceno per difenderci dalla loro presenza. Ma, come per tutte le cose, vi è anche l’altro lato della medaglia, che è forse quello che accoglie la maggioranza di noi. Ovvero, che gli stranieri trasportano con loro esclusivamente un’ondata di negatività. Esperti aggiungono inoltre che il Bel Paese non è adeguatamente attrezzato per sostenere tale “boom” migratorio. Ci chiediamo a questo punto se il discorso rimarrà aperto per lungo tempo. Anche in tal caso è difficile fornire una risposta, ma siamo dotati di intelligenza, ed è un dovere, per noi, provare a ragionare sul fatto. Lasciamo, per ora, la domanda in sospeso. Pensiamo, innanzitutto, all’atteggiamento, sbagliato, dello Stato: o accoglie migliaia di immigrati, generando scontenti tra la popolazione autoctona, o ne ricaccia altrettanti al mittente. Sarà felice, in questo ultimo caso, la gran parte degli italiani, ma vi rinnovo l’invito di riflettere. Siamo certamente accecati dall’egoismo e dall’egocentrismo tipicamente occidentali: proviamo per una volta a pensare al “diverso”, alla situazione in cui si trova, alla sua condizione di povertà. Una povertà “snobbata” da politici, o chi per loro, che guardano fuori dalla finestra, vedono anche solo una casa lussuosa, e per loro va tutto bene. Sappiamo benissimo che invece non è così. È necessario, in tutto e per tutto, che ci svegliamo e allarghiamo i nostri orizzonti. Anche perché è sempre più evidente che cresce di giorno in giorno il numero delle persone in difficoltà. È più che altro un problema di “cecità voluta”, la forma prima citata di egoismo per cui si aspira esclusivamente al proprio benessere. Qualcuno non è ancora d’accordo? È molto facile che sia così, ma almeno, per favore, pensiamo allo straniero, e se proprio non è possibile fare qualcosa di concreto, almeno cerchiamo di evitare di guardarlo e pensarlo con disprezzo. Fatto questo, avremmo fatto un enorme passo avanti. C’è qualcuno che finalmente si è convinto? Ecco, siamo ora pronti per affrontare la questione degli immigrati in Italia.
Chiara Sanson


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