lunedì 15 giugno 2009

Meglio prevenire che curare


Riprendendo l'articolo di Giovanni Sartori sul Corriere della Sera, una futura immigrazione fisiologica e soprattutto incontrollabile,per l'aumento di popolazione specialmente in aree sottosviluppate, dovrà essere motivo di discussione per dare una certa stabilizzazione al mondo che verrà. L'Europa non è un pozzo senza fondo, questo è sicuro. Il vecchio continente non può accogliere tutti, da qui bisogna partire per risolvere il problema. Un secolo fa gli africani erano 170 milioni, mentre ora 930. Dati significativi che ci devono far riflettere: la popolazione mondiale aumenta, le risorse alimentari diminuiscono. Il problema è molto grave anche perchè il dato tende ad aumentare. Bisogna partire dal nocciolo del problema: limitare il tasso delle nascite. Spero che l'Europa si prenderà carico del problema perchè non riguarda solo ed esclusivamente il continente africano, ma anche quello europeo. Si dovrebbe investire nel territorio africano, puntando in primis sull'agricoltura e su tutto il settore primario. Tutto ciò avrà un costo, forse notevole, ma indispensabile se vogliamo tutelare i nostri diritti europei e garantire un futuro migliore alle generazioni future.

mercoledì 10 giugno 2009

Audizione di Beppe Grillo in Senato: utopia o realtà?


Beppe Grillo, quando scende in piazza, divide sempre l'opinione pubblica, nel bene e nel male. Stavolta la piazza è diversa, non è quella dominata da giovani vogliosi di innovazione e giustizia, non è il classico raduno o un v-day qualsiasi. Il comico genovese dopo la raccolta firme,stimata a 350000 firmatari, parla al Senato italiano ed è tutt'altra cosa;tre sono i punti toccati: nessun condannato in Parlamento,limite di due legislature per ogni parlamentare ed elezione nominale del candidato. Ci sono voluti due anni prima che Grillo potesse parlare al Senato, il che è scandaloso perché in quest'arco di tempo quelle 350000 persone che hanno firmato non hanno avuto ascolto da nessuna delle istituzioni. Forse in una normale democrazia non c'era nemmeno bisogno di una raccolta firme, perché a mio parere è impensabile avere una democrazia efficiente senza questi tre accorgimenti: come ripete Grillo, è uno scandalo che in Italia ci siano 20 parlamentari condannati in via definitiva, che a scegliere i parlamentari siano i capi gruppo e non gli italiani,che da 15 anni ci sia sempre la stessa gente in Parlamento. Quello che dovrebbe essere normale diventa per noi paradossalmente difficile da ottenere, forse utopistico. L'informazione dovrà giocare un ruolo chiave sul nuovo corso politico che Grillo e credo la maggior parte degli italiani vogliono intraprendere.L'informazione nazionale prima o poi prenderà posizione: appoggiare Grillo, con tutto quello che ne consegue, o rimanere fedeli ai "vecchi" politici? Le tre riforme proposte da Grillo sono di per così scontate e normali che qualsiasi giornalista e di destra e di sinistra condividerebbe senza indugi, ma all'atto pratico l'informazione non si cura di ciò facendo in modo che il cittadino venga distolto con altre notizie meno importanti. Il messaggio che Grillo vuole trasmettere alla nazione è che in politica ci vuole trasparenza, perché sono gli italiani, non i partiti, padroni dello stato. Si potranno mai applicare queste tre piccole modifiche alla legge elettorale?Il primo passo va a sensibilizzare i cittadini con una corretta informazione. Se invece quello di Grillo sarà solo un fuoco di paglia che è destinato col tempo a spegnersi, allora davvero l'Italia non cambierà mai. Troppe cose ci sarebbero da dire, mi limito a dare un giusto spazio ad un uomo che potrà essere un sognatore, un utopistico o chicchessia, ma almeno difende una normalità che tanto normale in Italia non è.

lunedì 8 giugno 2009

Il masochismo della sinistra


Uno dei pochi dati certi sulle elezioni europee del 6 e 7 giugno è che la sinistra radicale, dominata da quei geni comunisti che a modo loro vogliono fare i temerari, si è suicidata con le sue stesse mani. Divisi in sigle,siglette e in quant'altro sono riusciti a non superare lo sbarramento del 4%. La scelta della divisione ancora non è molto chiara, l'ideologia è una sola, le teste "calde" purtroppo sono tante. Si poteva mettere da parte l'orgoglio e le divisioni che possono essere un motivo in più di coesione se risolte reciprocamente e dovevano essere risolte senza dubbio con la scelta di un leader appoggiato da tutti, capace di farsi sentire in un'Italia dove si cerca in tutti i modi di affermare un bipartitismo però a quanto pare invano,visto le recenti elezioni europee. Se Prc-Pdci e Sinistra e Libertà avessero corso insieme, avrebbero preso il 6,50%, come l'UDC di Casini. Cosa avranno gli elettori comunisti di tutto ciò? Assolutamente nulla. Niente rappresentanti in Europa, niente rivalsa nazionale, insomma i comunisti in Italia rimangono con un pugno di mosche. Non avere una sinistra estrema nè al Parlamento italiano nè in quello europeo è grave ed è bene che anche i genealoidi comunisti lo capiscano: perchè farsi del male dopo la batosta alle elezioni nazionali? Misteri politici, che noi comuni cittadini non capiremo mai.