lunedì 14 febbraio 2011

Ecco un buon motivo per cui il governo dovrebbe cadere

Lasciando perdere il caso Ruby e tutto quello che ne consegue, reputo che la manifestazione di ieri sia stato un chiaro sintomo di malessere popolare, che trascende dalla moralità del premier o dalla morbosità dei suoi fidi alleati sparsi in tv pronti a difenderlo categoricamente, spesso arrampicandosi sugli specchi a qualunque accusa o dubbio legittimo. Il problema di fondo è che ormai siamo stanchi di questa situazione, che si protrae ormai da diversi mesi: gli scandali sessuali possono sì creare audience, ma finiscono con l'esaurimento nervoso di chi è costretto a sentirli continuamente, senza che si parli di qualcosa di concreto che vada oltre alle partecipazioni del circolo di prostitute che frequentavano (frequentano? ) Arcore a determinate serate di discoteche. Non possiamo dare più importanza ad una prostituta che a quello che si fa in Parlamento. Rettifico, a quello che non si fa. Sì, perché l'attività parlamentare nell'ultimo anno è crollata drasticamente: se si pensa alla crisi di maggioranza, alla casa di Montecarlo,ad Antigua, a Noemi prima e Ruby poi, i parlamentari hanno avuto le ferie prolungate fino ad ora, se non si considera qualche seduta di rito, tanto per dire: noi ci siamo! In 44 giorni è stata sfornata una sola legge, ovvero la conversione in legge di un decreto approvato dal governo a novembre dello scorso anno sui rifiuti della Campania. Il calendario è ricco: discussioni di interrogazioni, qualche mozione e proposte di leggi che non hanno speranza di passare. Nei 409 giorni trascorsi dal primo gennaio del 2010 l'Aula di Montecitorio si è riunita in 171 occasioni. Ancora più sporadicamente quella di Palazzo Madama. Dove i giorni di seduta sono stati 129. Il Parlmanto inoltre dovrebbe essere il catalizzatore di tutto quel lavoro fatto nelle commissioni, invece zero totale. Di tutto ciò i parlamentari ne sono ben consapevoli. Il leghista Matteo Brigandì, per esempio: «Mi dimetto perché non ha più alcun senso fare il parlamentare. Le Camere sono state svuotate di ogni loro funzione. Non hanno più alcun potere di iniziativa legislativa e sono state messe nella condizione di fare solo il notaio del governo», ha dichiarato un giorno. Ma poi è rimasto onorevole fino a quando non è stato nominato dallo stesso parlamento nel Consiglio superiore della magistratura. Per non parlare del recordman assoluto degli assenteisti, Antonio Gaglione, che è sbottato: «Stare in Parlamento è un lavoro frustrante, una perdita di tempo e una violenza contro la persona». Dimettendosi subito dopo dal partito, il Pd. Ma in Parlamento ci è rimasto. In un paese normale, già questo dovrebbe bastare per staccare la spina al governo, invece no; noi italiani ancora aspettiamo l'esito della magistratura per sapere se il nostro premier si è fatto una scopata con una minorenne o meno e in base a questo cadrà o resterà a vegetare il governo. Andiamo bene.

mercoledì 2 febbraio 2011

La vecchia signora, una volta


Le umiliazioni, le batoste, le innumerevoli sconfitte stanno diventando un'abituè per la Juventus. Moggi giorni fa diceva:"Credo che la Juventus debba cercare di arrivare tra le prime quattro e sicuramente ne ha la possibilità, non capisco perché debbano acquistare giocatori che poi magari la prossima stagione non serviranno. Io gestirei l'emergenza in attesa che rientrino gli infortunati, tanto la Juventus non può aspirare a più del quarto posto. Eviterei di spendere ora per investire tutto sul mercato estivo dove si possono trovare giocatori in grado far ridiventare competitiva questa squadra. Il problema è la voglia di gestire l'emergenza. Io senza soldi ho dovuto gestirmi per forza per 12 anni, adesso in pochi anni hanno speso quasi 200 milioni e magari si possono permettere giocatori che non servono e che poi devono rivendere subito. D'altra parte dei 13 giocatori acquistati 9-10 andranno rivenduti... Così non si costruisce, si distrugge !". Parole sacrosante, inopinabili, oggettive e soprattutto dette da uno che di calcio ne capisce, a prescindere dalle vicende di calciopoli. La Juventus ormai è gestita da aziendalisti che col gioco del pallone hanno poco a che fare. Una società di calcio è vero che è un'azienda a tutti gli effetti, ma come in ogni industria e attività, servono esperti competenti e soprattutto con un piano industriale. Per una squadra di calcio, questo piano industriale può essere scisso in due: da un lato la parte tecnica, quindi con la scelta accurata dei giocatori e dello staff, allenatore incluso, dall'altro la parte economica che riguarda il marketing e l'autosostentamento della società. Ecco in quest'ultima parte la Juventus è all'avanguardia, proponendosi come prima squadra italiana che l'anno prossimo avrà uno stadio di proprietà, che garantirà maggiori introiti e l'autofinanziamento. Ma si sa, il calcio è fatto di risultati, sportivi, no economici. Ai tifosi può importare ben poco se il club si autofinanzi o se qualcuno metta di tasca sua i soldi. Nello sport quello che conta è vincere, o perlomeno gareggiare con dignità. Vince chi spende di più: la maggior parte delle volte è così, ma ci sono delle eccezioni, e non sono poche. La Juventus della triade, con tutti i difetti che poteva avere, ha portato 11 giocatori alla finale del 2006 in Germania, spendendo poco e niente. Ecco in quel periodo, proprio l'Inter, era per certi aspetti simile alla Juve di oggi: comprava, comprava (spendendo un po' di più) e i risultati non venivano. Poi è venuta calciopoli, e tutti sanno come è andata a finire. I soldi ci sono, o almeno ci sono stati, Moggi parlava di 200 milioni spesi negli ultimi anni; è vero, aggiungerei spesi malissimo. L'ultimo "colpo" del mercato è stato l'attaccante Matri, pagato 18 milioni. Se sommati ai 12 milioni spesi per Martinez, si comprava Dzeko, di due categorie superiore. Questo è solo un esempio di come il progetto tecnico non sia mai esistito. Una volta la Juventus all'improvviso ingaggiava Capello, Ibrahimovic, Vieira e Cannavaro pagati un quarto di quanto realmente valevano, il tutto tenendo all'oscuro la stampa fino alle ultime ore delle trattative. Adesso succede al contrario: si spende quattro volte di più il valore effettivo del giocatore. Sembra di essere al mercato del pesce: si fanno tanti nomi,troppi,senza una determinata logica. Purtroppo rimane solo quello. Mai avevo visto una squadra come la Juventus a volte così impotente nei confronti dell'avversario, mai avevo visto una squadra spendere così tanti soldi per giocatori di metà classifica. La dignità non dipende dal capitale, la dirigenza juventina se lo ricordi.