mercoledì 14 ottobre 2009

Fatemi capire


Da giorni ormai è stata lanciata una nuova "associazione" di cui non riesco a capire determinati punti: Italia Futura. Cito la definizione, trovata nel sito :Italia futura è un’associazione nata per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del paese.È uno strumento di mobilitazione libero, agile e trasparente che vuole dar voce a chi non si rassegna a contribuire alla vita pubblica solo il giorno delle elezioni. Luca Cordero di Montezemolo, il fondatore, precisa che non è né un partito né un oscuro complotto dei salotti buoni.«In Italia - ha spiegato ancora il presidente della Fiat - viviamo una situazione paradossale. Alcuni settori della maggioranza gridano al golpe mentre un pezzo dell’opposizione denuncia il regime. Nel frattempo lo Stato sembra essere ogni giorno più debole». «Forse dietro tutto questo clamore - osserva Montezemolo - si nasconde la difficoltà ad affrontare i problemi reali del Paese». Parole giustissime quest'ultime, c'è una tale confusione che non si riesce a distinguere la verità dal falso, è un continuo tira e molla che scredita l'Italia. Se l'opposizione dice che 2+2 è uguale a 4, non è detto la maggioranza dica lo stesso, o viceversa. E in questo clima di perenne opposizione tra i due poli, nasce dal nulla questa associazione, senza dubbio capitalista e progressista, che secondo molti farà parte del grande centro che si verrà a formare a breve. Si parla di Fini, Casini, più il già noto Montezemolo e il banchiere Draghi. Poteri forti, che se confluiscono in un'unica via porterebbero un cambiamento significativo alla politica italiana. Si può chiamare fantapolitica, ma non lo è più di tanto: non mi stupirei se Italia Futura da associazione si trasformasse in partito,solo il tempo ci darà delle risposte certe. Forse avrebbe più senso il partito in sé che l'associazione che ha poco da dire ai fini pratici, ma questo non sta a me deciderlo. Se davvero si dovesse decidere per la fondazione di un partito di centro solido e compatto, non c'è Berlusconi o Franceschini che tenga.

lunedì 5 ottobre 2009

Questione Siciliana


Mentre si annuncia un "golpe" da parte della Sinistra e dei giudici l'Italia affronta l'ennesimo lutto nazionale, come se ci sia qualche maledizione che perseguita questo stato che ha già dei serissimi problemi.Il problema della sicurezza in Italia è trascurato e si interviene solo quando ci sono i morti. La rabbia nasce dal vedere come la tragedia poteva essere tranquillamente evitata. Un alluvione non può causare tutto quel danno in un paese civile e industrializzato come l'Italia,è inaccettabile e brutto da vedere, ma è la realtà, che non è qualcosa di astratto o di retorico. La realtà che hanno vissuto i sopravvisuti è totalmente diversa da quella che abbiamo noi: loro sapevano che prima o poi sarebbe accaduta una disgrazia, si sono fatti sentire ma a quanto pare non è bastato. La loro realtà si catapulta subito verso le persone più care purtroppo perse, verso la loro casa distrutta, verso il loro futuro. Noi invece vediamo una realtà più superficiale, quella del fango, delle macerie, di Bertolaso che assicura tutti, delle riunioni per attuare un piano di ricostruzione o di messa in sicurezza dell'area. Quindi c'è un'abissale differenza tra le due realtà che fanno da cornice ad una tragedia che doveva essere evitata. Credo poco nella ricostruzione immediata, e penso che la maggior parte della gente sia perplessa: per fortuna gli sfollati non sono tanti in confronto a quelli del terremoto all'Aquila l'aprile scorso, ciò non dovrebbe creare problemi con i tempi. Il problema sta nella Sicilia, perché è chiaro che il problema è stato scaricato alla regione, anche se ci sarà un consiglio dei ministri dove si parlerà dei fondi da stanziare per le zone colpite. E i soldi in Sicilia arrivano, è dopo che si volaterizzano. Sembra un luogo comune, ma purtroppo è così. Spero davvero che ci sia un buon senso collettivo che dimostri l'efficienza della regione, questa iniezione di fiducia nelle istituzione serve sia ai siciliani sia agli italiani.

lunedì 28 settembre 2009

Opinioni a caldo

Ecco i commenti a caldo di Silvio Berlusconi dopo la conclusione delfa festa della "libertà" avvenuta a Milano:
«Tifano per la crisi. La sinistra italiana resta quella dei soliti comunisti». Ecco le solite fissazioni sui comunisti e dire che ormai quei pochi rimasti sono del tutto innoqui.
«Il Pdl è un partito dove c'è dialettica e anche libertà di coscienza». Davvero? Allora Fini si è inventato tutto?
«Nessuno riuscirà a dividerci dalla Lega». Mai cantare vittoria!
« Vi porto i saluti di uno che si chiama... uno abbronzato... Ah, Barack Obama». E poi «voi non ci crederete, ma sono andati a prendere il sole in spiaggia in due, perché è abbronzata anche la moglie». No comment
«Se io vado a parlare in una tv è uno scandalo, se vado in una seconda televisione divento un dittatore, se vado in una terza siamo al regime e in una quarta siamo ad un atto delinquenziale. Invece Barack Obama è andato in cinque diverse televisioni a spiegare la sua riforma sanitaria e ha fatto bene, perchè i leader devono prima di tutto informare i cittadini». Peccato che tre reti sono di sua proprietà e Rai 1 e Rai 2 sono gestite dal suo partito.
Pier Ferdinando Casini: «Il Presidente del Consiglio può dire ciò che vuole anche al di fuori di ogni minimo autocontrollo. Ma non può in alcun modo falsificare e ridicolizzare l'opposizione di questo paese che ha difeso e difende i militari italiani impegnati nelle missioni di pace, la bandiera americana e quella israeliana, come lui e prima di lui e nel caso dell'Udc anche con maggiore coerenza. Basta pensare al voto per le missioni in Afghanistan che noi sostenemmo anche durante il governo Prodi nonostante il voto contrario di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Chiedo con rispetto e deferenza al Presidente della Repubblica e ai Presidenti delle camere di intervenire per ristabilire la verità dei fatti». Forse l'unico commento sensato.

lunedì 21 settembre 2009

Il populismo che porta voti

E a Natale tutti a casa! Che belle parole di Umberto Bossi, dopo l'attentato a Kabul non ci aspettavamo altro.Non è che l'idea del ministro delle Riforme sia male, piuttosto è il contesto che non dovrebbe permettere di fare simili affermazioni. Un funerale di stato non può essere usato per scopi propagandistici, ma l'Italia è il paese delle menzogne ed è tutto lecito. <Votai anche io ma non per farli morire>,questa è la giustificazione,che sa più di barzelletta a dire la verità, del leader del Carroccio. Certo perché in guerra non è detto che bisogna morire per forza, tanto stiamo andando dai talebani, ci vorranno ammazzare mica con le loro fionde? Confido nell'intelligenza di Bossi, non credo che fosse così sprovveduto da non sapere che in Afghanistan si rischiava e si rischia tutt'ora. Perché sarebbe davvero grave il contrario, tanto vale preferisco la sua "presa per i fondelli" perché le sue dichiarazioni non possono avere altre interpretazioni. Ma quanto pesano quest'ultime sotto il punto di vista politico?Tantissimo, fin troppo. La lega è maestra in questo: sfrutta il malcontento generale con demagogia per portare sempre più voti in tasca. È quel populismo che porta voti, quello che più di qualsiasi altra cosa conta per avere sempre più consenso.


sabato 19 settembre 2009

Perle...

Se la Francia perdesse improvvisamente i suoi migliori scienziati,imprenditori,artigiani e artisti,il danno sarebbe irreparebile;se invece perdesse i suoi nobili,generali,ministri,preti e cardinali,il danno sarebbe irrisorio,essendo essi degli oziosi e inutili, improduttivi e parassitari.
Claude Henry de Saint-Simon

Il socialismo non è soltanto un programma socio-economico e politico: è un programma umano,è la realizzazione degli ideali dell'umanesimo nelle condizioni proprie di una società industriale.Il socialismo dev'essere radicale,e per esserlo deve scendere alle radici;e la radice è l'Uomo.
Erich Fromm